(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Children's Library | Biodiversity Heritage Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "All'eterna fama dell'eminentissimo e reverendissimo signor cardinale Giovanni Maria Riminaldi, il collegio dei riformatori della Pontificia Università di Ferrara le presenti lugubri memorie dedica e consacra"

Ioaxxes Maria Rimixaldus Patritius PerrSiensis 

CriSaM&SU ■ 'fomemae &ccàfàze ;'/)„,/,/&■' ( <',,;■■/„„/;, 



'/■r/iy,;///.* 



— PìfcÀéuhae. • '^aam^ 



ALL' ETERNA FAMA 

DELL 7 EMINENTISSIMO E REVERENDISSIMO 
SIGNOR CARDINALE 

GIOVANNI MARIA 

RIMINALDI 

IL COLLEGIO 

DEI RIFORMATORI 

DELLA PONTIFICIA UNIVERSITÀ 

DI FERRARA 

LE PRESENTI LUGUBRI MEMORIE 
DEDICA E CONSACRA 



Ili 
DESCRIZION BREVE 

DEL FVNERALE CELEBRATO ALL' ANIMA 

DELL' EMINENTISSIMO E REVERENDISSIMO 

SIGNOR CARDINALE 

GIOVANNI MARIA 
RI M I N AL Dì, 



L 



A morte dell 1 Emo e Reviho Sig. Cardinale Giovanni Maria Riminaldi 
Patrizio Ferrarese , avvenuta agli undici di Ottobre i^Sg. in Perugia , sor- 
prese la Città tutta , e pili specialmente la Pontificia Università di Ferra- 
ra . Era egli amatore della sua patria , de suoi cittadini , e delle lettere , 
e perciò primo Presidente dato all' Università stessa dal regnante Sommo 
Pontefice Pio sesto , di lei Ristauratore , Benefattore esimio , e Sovrano , 
e mai sempre giusto Dator delle persone alle cariche . Tutto era triste^a , 
ma pure altro non rimaneva , che dare un pubblico segno di gratitudine alV 
anima dell' illustre Defunto , e un pubblico segno di duolo al Sovrano Do- 
natore per V inaspettata perdita fatta del suo Dono . La necessità di que- 
sti due grandi oggetti mosse tosto il Collegio dei Signori Riformatori s am- 
plissimo Magistrato dell' Università , ad intimare un solenne funerale da 
celebrarsi ai cinque di Dicembre /?8g. nel gran Tempio de PP. Conven- 
tuali di S.Francesco . Mostro in tal giorno nel maggiore suo sfoggio, V Uni- 
versità la tristezza sua , la naturale sensibilità sua la Città di Ferrara . Era 
il vasto Tempio apparato a grande lutto (i) , qua e là sparse campeggia- 
vano Iscrizioni, e Motti (a,), e un sublime catafalco di quattro piani ingom- 
brava il me\\o del Tempio istesso . Otto grandi candelabri portanti folti 
doppieri sui molti rami posavano sul primo piano } quattro Vasi esalanti 
accesi profumi posavano sul secondo , quattro statue rappresentanti la Reli- 
gione , V Amor civico , la Munificenza , la Giurisprudenza posavano sul 
terzo , sorgeva finalmente sul quarto V Urna funerea , e sopra di quella un 
Genio volante mostrava la Cardinalizia berretta (3). Un ampio padiglione 



IV 

pendente dalV alto palco del Tempio maestosamente quindi copriva tutto il 
catafalco (4) . Numerose Messe si dissero ai numerosi altari ($) . Comparve 
alla solenne Messa V amplissimo Collegio istesso con tutti i Signori Profes- 
sori ordinar') e straordinarj , e coi Signori Ministri tutti dell' Università. . 
Precedevano i servi in livree di gala, e i due bidelli in abito paona^o por- 
tanti mai\e £ argento, facevano ala le Guardie Sviare. Tutti si assisero 
in gran circolo sopra un piano elevato in me\\o alla croce del Tempio (6). 
Un grande coro di musici e di suonatori eseguì la scelta musica (7) . Alla 
fine della solenne Messa fu letta la funebre orazione (8) , e finalmente le 
cinque rituali assoluzioni intorno al catafalco compirono la magnificentissima 
funzione . L'Emo e Kevmo Sig. Cardinale Arcivescovo Alessandro Mattei 
de' Duchi di Giove , e Sua Ecc^a Revrìia Monsignore Pietro Vidoni Vi- 
celegato , ora reggente la Legazione di Ferrara per V assenna dell' Emo e 
Revmo Sig. Cardinale Legato Ferdinando Spinelli , presenti in coretto le 
accrebbero onore . Tutta la Nobiltà 3 la Cittadinanza , il culto Ceto Ferrai 
rese faceva corona , e un affollato popolo riempiva il Tempio, 



ISCRIZIONI E MOTTI 

QUA E LA* SPARSI PEL TEMPIO , E COMPOSTI 

DAL SIG. DOTT. PASQUALE AMATI DI SAVIGNANO 

PUBBLICO PROFESSOR PRIMARIO DI GIUS-PUBBLICO E DI PANDETTF, 
NELLA PONTIFICIA UNIVERSITÀ DI FERRARA. 



tscrìiion prima posta sopra la porta maggiore del Tempio al di fuori 
in finta gran lapide , ornata di nero panneggiamento, 



* 



A T 1 Q 

IOANNI . MARIAE . RIMINALDIO 

PRESBYTERO. CARDINALI 

PRAESIDI . ATHENAEI 

IVSTA . FVNEBRIA . PVBLICE 

DECRETO . VI . VIRORVM ( 9 ) 

Iscrittoli seconda posta sopra la stessa porta maggiore al di dentro 

in un grande quadro (io). 

HEV . QVALEM 
AMISISTI . PATRIA . C1VEM 
QVALEM . AMISIST1S . PATREM . CIVES 



VI 



lscri\ion ter\a posta sopra V una delle due porte laterali della croce 
del Tempio al di dentro in tavola ottangolare. 

AVE . PARENS . PVBLICE 

TE. ENIM. ISTO. RECTE . VOCAMVS . NOMINE 

QVI . SEMPER . PVBLICA 

TVIS. ANTEFERENS 
COMMODA. PROCVRASTI 

Iscri~ion quarta posta sopra V altra delle due porte laterali della croce 
dert "empio al di dentro in altra tavola ottangolare . 

SALVE. STVDIORVM. SOSPITATOR 
CVI. DEBERI . QVOD. MAGIS . FLOREANT 
IN. HAC. CIVITATE 
LITTERAE. INGENVAE. ET. SCIENTIAE. NOBILES 

FATENTVR 

Quattro motti posti sopra V alto cornicione del Tempio nel piede 
della croce a mano diritta in quattro medaglioni di stucco . 

VISVS. EST 
OCVLIS . INSIPIENTIVM . MORI 

ET . MORS . EIVS 
VISA . EST . EXTERMINIVM 

ILLE . AVTEM 
EST . IN . PACE 

ET . ANIMA . EIVS 
IN . MANV . DOMINI . EST 



VII 



Altri quattro motti posti sopra V istesso cornicione a mano sinistra 
in altri quattro medaglioni di stucco. 

AEQVA . LEGE . NECESSITAS 
SORTITVR . 1NSIGNES . ET . IMOS 

OMNE . CAPAX 
MOVET . VRNA . NOMEN 

SERIVS . OCYVS 
SORS . OMNIVM . EXITVRA 

MORS . VLTIMA . LINEA 
RERVM . EST 

Finalmente altri quattro motti posti negli archi della maggior navata 
laterali al catafalco su quattro medaglioni ornati con panneggiamenti 

neri , e di teli d' oro . 

INCONTAMINATIS 
FVLGET . HONORIBVS . VIRTVS 

VIRTVS . RECLVDIT 
IMMER1TIS . MORI . CAELVM 



QVIQVE . SACERDOTES . SANCTI 
DVM. VITA. MANEBAT 



QVIQVE . SVI . MEMORES 
ALIOS . FECERE . MERENDO 



Vili 



Decreto nella facciata del catafalco opposta alla porta del Tempio 

sopra futa lapide. 



ANNO . MDCCLXXXIX . PRIDIE . NONAS . NOVEMBRIS 

FERRARI AE . IN . AEDIBVS . AlHEN AEI . Q V VM . CON VENISSENT 

SEXVIRI. QVI . ET . SCRIBVNDO . ADFYERVNT 

QVOD . VERBA . FACTA . SVNT . DE . MORTE . IOANNIS 

MARIAE . RIMINALDl. PATRICL FERRARIENSIS . PRESBYTERI 

CARDINALIS. ET . PRAESIDIS . ATHENAEI . DE . EA. RE. ITA 

CENSVERVNT 

QV VM . IOANNJES . MARIA . RIMINALDIVS . EX . INDVLGENTIA 

CLEMENTIS . XIIlI . ET . PII . VI . PP . MM . SEXVIRALE 

COLLEGIVM . NOSTRVM . CONSTITVERIT . ATHENAEVM 

NOSTRVM . RESTITVER1T. AVXERIT 

PLACERE. HVIC. COLLEGIO. VTl. I VSTA. FUNEBRI A. PVBLICE 

IN . TEMPLO . DIVI . FRANCISCI . POMPA . SOLLEMNIORE 

SVMPTIBVS. EX. ARCA.IPSIVS. ATHENAEI. S VPPEDITAT1S . EI 

PERSOLVANTVR 

VTIQVE. IBI. LAVDETVR. PVBLICE. COLLEGIO. ADSTANTE. ET 

PRAELECTORES . CORPORATI . SACRO . ET . LAVDATIONI 

OMNES . INTERSINT CENSVERVNT 

Prima parte delV Elogio nella facciata del catafalco a mano diritta 

in altra finta lapide . 

IOANNES . MARIA . HERCVLIS . ANTONI. F . RIMINALDIVS 
PATRICIVS . FERRARIENSIS . ATA VIS . IVRISPRVDENTIAE 
GLORIA . INSIGNIBVS . NATVS . EOS . LONGE . SVPERAVIT 
ROMAE . PRIMVM . MVNVS . COGNITIONVM . QVAESTVRAE 
PONTIFICI AE. LAVDATVS. EXERCVIT. POSTE A. A. CLEMENTE 
XllI . P . M . INTER . XII . VIROS . VRBANOS . STLITIBVS 
IVDICANDIS. ADLECTVS. SAPIENTISSIME. IVDICAVIT. COLLEGI 
COMMODA . PROCVRAVIT . ORNAMENTA , AVXIT . IVRA 
INLVSTRAVIT . DENIQVE .' A . PIO . VI . P . M . PRESBYTER 
CARDINALIS. ET. PRAEFECTVS. SACRI. COLLEGI . DISCIPLINAE 
REGVLAR1 . CONSTITVENDAE . RENVNCIATVS . AMPLISSIMA 
HAEC . NOVA . MVNERA . PRO . DIGNITATE . GESSIT . ET 
ADMINISTRAVIT 



IX 



Seconda parte dell' Elogio nella facciata del catafalco opposta 
air aitar maggiore in altra finta lapide. 

BENEFICENTE. Q VOQVE. TANTVM. NON . OMNES. SVPER AVIT 
INLVSTRIVM. VIRORVM. MONVMENTA. VBIQVE. EXCITAVIT 
ARTIVM . ET . DISCIPLINARVM . LIBERALIVM . CVLTORES 
PATROCINIO . ET . MVNIFICENTIA . FOVIT . PLVRES . AEDES 
SACRAS.PATRl.AGRI.VETVSTATE.SVBLABENTES.RESTITVIT 
PLVRES. EGENOS. CIVES. OPE. ET. OPIBVS. IVVIT. ATHENAEO 
FERRARIENSI I NOVAS.LEGES 1 REDITVS.QVE.A. MVNIFICENTIA 
CLEMENTIS.XIIlI.ET. PII. VI.PP.MM.IMPETRANDOS.NOVOS 
SCIENTIARVM. LVDOS. APERIENDOS. STIPENDIA. AVGENDA 
ATRIVM.ATHENAEI. VETVSTIS. MONVMENTIS. TOTAS . AEDES 
NOVO. CVLTV. ORNANDAS. CVRAVIT 



E finalmente la ter^a parte dell'Elogio nella facciata del catafalco 
a mano sinistra in altra finta lapide . 

IPSIVS . ATHENAEI . BIBLIOTHECAM . SERIE . FERRARIENS1VM 
SCRIPTORVM . VNDIOVE . SVO . LABORE . ET . SVMPTV 
CONQVIS1TA. PLVRIMIS. QVE. ALIIS. SVIS. OMNIS. GENERIS 
LIBRIS. LOCVPLETAVIT.MVSEVM. HERMIS. MVSIVIS .SIGNIS 
CIMELIIS . SVO . QVOQVE. AERE. COEMPTIS. AMPLIFICAVI! 
MAIORA . COGITANTEM . MORS . OPPRESS1T . TESTAMENTO 
TAMEN. EIDEM. ATHENAEO. RELIQVOS. OMNES. LIBROS . SVOS 
CIMELIA . VIRORVM . INLVSTRIVM . IMAGINES . ETIAM 
MOR1ENS. MVNIFICENTISSIMVS. RELIQVIT. RELIGIONE. IVRIS 
PRVDENTIA.BENEFICENTIA. PIETATE. IN .PATRIAM . AMORE 
IN. CIVES. NVLLI.SECVNDVS.VIX1T.ANNTS.LXXI.DIEBVS. Vii 



XI 

ORAZIONE FUNEBRE 

COMPOSTA E LETTA DOPO LA SOLENNE MESSA 

PAL SIC DOTT. PETRONIO IGNAZIO ZECCHINI 

CITTADINO BOLOGNESE E FERRARESE, 

f PUBBLICO PROFESSOR PRIMARIO DI MEDICINA PRATICA 
NELLA PONTIFICIA UNIVERSITÀ' DI FERRARA- 



N qual lutto venni io mai ? Qual nero apparecchio di funebre pompa 
mi circonda ? E come la tristezza , che mi si presenta nei vostri volti , tut- 
to mi comprende, e penetra neir intimo del cuore? Qual inaspettato silen- 
zio ne accresce il sacro orrore , e succede ai mesti cantici , ed alle solenni 
preghiera dei pii ministri del Tempio? Potrà dunque una profana voce, qua- 
le è la mia , farsi udire appena compiuto il divino Sagrilizio , e quasi par- 
tecipando dell' inetfabile valore de'Suifragj in tranquilla attenzione conver- 
tire 1' affannoso raccoglimento d'un Magistrato amplissimo, à 1 nn 1 accade- 
mica Assemblea, e di tant' altre persone di lettere, ed egregi e nobili Cit- 
tadini, che ad Uomo chiarissimo da improvviso colpo al loro amore ed al- 
la loro ammirazione funestamente rapito , hanno fin ora pregata una pa- 
cifica ed eterna immutabilità? Ah ben io comprendo , che la patria mesti- 
zia, le accademiche esequie, e l'universale conturbamento dimandano un in- 
terprete, ed attendono , che un novello ministro di consolazione , per quan- 
to egli può, raddolcisca il vostro cordoglio colf accertarvi almeno, che i pru- 
denti estimatori della sapienza riguardano, come non men lodevole, che ne- 
cessario tributo quello, il quale dalla riconoscente religione vostra si rende 
a quel nobile e generoso Spirito, che senz'onta delle celesti adorate dispo- 
sizioni avreste voluto sulla terra immortale . Ma come saprò io mai trafitte 
dalla inevitabile bensì, ma acerbissima calamità , e confuso tra le si varie 
e tutte gravi perdite, che ci ha recate il funesto evento , con grato ragio- 
namento corrispondere insieme alle vostre brame, e metter riparo alle pub- 
bliche querele, se per naturale compassione dello stesso mio rammarico vor- 
rei la desolante sciagura a me medesimo occultare? Fu ben felice quel fa- 
condo oratore del nostro ceto, che nel seno della nostra maggior letizia fra 
sinceri applausi e lietissime grida, seguendo le traccie per mano della fama 
impresse, con dotti accenti vi commendò il vero amico della vera gloria, che 
ora piangete estinto! Che se la inesorabile e non mai tarda esecutrice 
dei divini voleri troncò quella preziosa vita nel colmo di quella perfezione, 
che nell'amore della gloria ne formava il carattere, sotto qual altro aspetto 
posso io mai rappresentarvela , che non la ravvisiate per quella istessa ,che 



XII 

vi parve di vedere nel suo lume, e tutta meritare la vostra estimazione? 
Io dunque non istarò qui a ripetere, o a contendere, qual lode ed appro- 
vazione a lui vivente ottenesse il decantato amore della gloria , ma ve lo 
dimostrerò , quale lo abbia la vera gloria istessa raccomandato alla ricordan- 
za dei secoli avvenire , additandovi qual nome presso gli uomini , che ha 
lasciati , gli rimanga, il quale maggiormente ne onori la rimembranza, o al- 
meno giustamente la dogliosa nostra riconoscenza interessi , ed insieme con- 
forti . Per lo che tralasciata ogni altra foggia, in cui da molti venne cele- 
bratogli) asserisco, che il di lui nome più proprio, e che tutti abbraccia i giu- 
sti motivi delle già divolgate commendazioni, si è quello di Mecenate del- 
le scienze , lettere , ed arti di Ferrara sua dotta e religiosissima Patria. Se 
vado io pertanto rintracciando, quali proprietà convengono a cosi splendi- 
da e per se stessa grandiosa denominazione di Mecenate , e Mecenate no- 
stro, mi si fa manifesto , che il Cardinale Giammaria Riminaldi non poteva 
acquistarsela senza essere insieme un Uomo illustre, un ottimo Cittadino, 
un Principe religioso (la) . Di queste tre ragguardevoli e cospicue preroga- 
tive ragionandovi non altra scorta propongo alle mie parole , che quella , 
la quale mi detta la mia interna gratitudine. Se voi pure, Uditori venera- 
tissimi , che a parte siete delle di lui beneficenze, vi sentite volonterosi di 
mostrarvi a lui egualmente gratissimi, che io lo sono, non potrete non ac- 
cordarmi queir attenzione , che vi lusingherà , o renderà contenti d' una 
brevità , che non mi concederebbe V ampiezza dell' argomento , cui m' ac- 
cingo a trattare . 

Quel dì fatale , 'in cui ci colpì 1' inaspettato annunzio della funestissima 
morte del Cardinale Riminaldi nostro Presidente , dovette essere veramente 
per noi di desolazione, e di pianto. E chi fu fra voi, Uditori veneratissi- 
mi,che nell'interno raccapriccio non rivolgesse le sue esclamazioni alla no- 
stra Università ? O quali e quante perdite in un momento ha ella fatte ! 
udiva io medesimo , che in ogni contrada , ed in ogni adunanza andavate 
ripetendo, e così mi giovavano le vostre commiserazioni, che erano all' an- 
gustia del trafitto mio cuore un dolcissimo ristoro. Imperocché mi sembra- 
va la cagione del vostro lamentevole parlare non dissimile da quella, che 
per la conosciuta vostra tenerezza v 1 avrebbe subito accorati, se una predi- 
letta ed onorevole famiglia avesse improvvisamente perduto il padre , e con 
esso ogni speranza di felici avanzamenti, e di decorosa sussistenza. Infatti 
che pietà è questa vostra , veneratissimi Ferraresi? Chi di voi non intese 
esser mancata alla Pontifìcia Università una poco meno che Sovrana muni- 
ficenza ? Chi non ci guardò come privi del più forte sostegno , e del più 
efficace patrocinio? Chi non ci compianse, come rimasi senza il padre più 
amoroso? Non è già _, che io mi sia dato a credere, che per sentire com- 
passione del danno , che noi ricevemmo grandissimo nel perdere la vigilan- 
za, F avvedimento, la benevolenza , e la persona del nostro Cardinale Di- 
rettore , dimenticati vi siate di quel dispiacere, e detrimento, che possono 



XIII 

averne riportato e Ferrara tutta , e Roma istessa , e tant 7 altre città , le qua- 
li continuamente del suo consiglio, soccorso , ed oracolo s 7 approfittavano ; 
ma ben mi ricordo , e me ne valgo , che per confessione vostra , e che de- 
ve essere di tutta 1' Italia, e dell'Universo, quel Riminaldi, il quale sem- 
bra più non esistere, esisterà sempre qual chiarissimo Mecenate . Imperoc- 
ché se F amore della sapienza lo rese Mecenate , e perciò operoso e co- 
stante patrocinatore d 7 ogni scienza e studio liberale , il Riminaldi ricava 
la sua gloriosa immortalità da una sorgente , che lo costituisce necessaria- 
mente un uomo illustre. Chi ama la sapienza, non va in traccia della glo- 
ria , ma la gloria seguita chi va dietro alla sapienza : egli passa a vita più 
beata , e la gloria resta a parlare di quella , eh' ei quaggiù condusse feli- 
ce ugualmente che virtuosa . Ma siccome non basta alla mia gratitudine, 
che la fama lo distingua, dichiari, ed esalti. un uomo illustre fra di noi 
soltanto , che già per tale lo abbiamo sempre riconosciuto e sperimentato, 
ma si accende di una brama infinita di dilatarne per ogni dove la riputa- 
zione, non posso non vedere il pencolo, che incontrerei, se portar volessi 
il luminoso di lui nome fra coloro ancora , presso i quali il raffrenare una 
superba indocilità, V impedire all'umana fierezza le ardite e tremende riso- 
luzioni di temperamento barbaro e selvaggio, il sistemare la volontà coli' 
amore dell 7 onesto, e formare il cuore colla probità delle leggi , passa per 
un 7 incomportabile schiavitù dell 7 intelletto, e per un astuto artificio d'usur- 
pata som nessione. Che sorte appresso coloro incontrerebbe la da essi temu- 
ta voce di Mecenate? Come mai uomo illustre, come grande appresso di es- 
si si chiamerebbe colui, che ama tutte le scienze , e stende la sua destra 
a sostenere chi le professa? Io potrei nella supposta vergognosa resistenza 
( ma dubito, che lo farei in vano ) manifestare e scoprire F amabile pia- 
cevolezza della sapienza, affinchè ogni uomo ben avveduto , che di lei si 
accende, in tanto pregio si avesse, in quanto noi tenghiamo il nostro Ri- 
minaldi , il quale F amò con tal ardore, che pareva niun' altra cosa amar 
potesse, che non servisse a divenir saggio, né uomo alcuno amasse , che 
saggio non fosse: potrei schierare innanzi loro F oscuro popolo dei vizj,che 
s 7 arrolla dietro all' ignoranza , e contrapporvi lo splendore della scienza , 
e la bellezza delle virtù , che F accompagnano. Ma ciò nonostante non ot- 
terrei, che quel Filosofo, il quale apertamente s' accinge a combattere quel- 
li, ed a difendere queste, la sua più costante celebrità vedesse stabilita 
nel trionfo dell 7 errore . Temo pure, che nell'orrore dell'immaginata rusti- 
chezza sarebbero tutte parole gettate al vento gli encomj delle arti libera- 
nte quali indefesse nel procurare la comodità della vita , eleganti per con- 
ciliare l 7 abbellimento delle città , robuste per erigerne i ripari , saggie per 
propagarne il commercio, far dovrebbero, che chi con gran mente, studio 
singolare, e liberalità da Principe non solo le sostentò , rimunerò , nobi- 
litò, finche visse, ma le lasciò morendo di ricchi sussidj dotate e provve- 
dute , per uomo si riputasse da tutti distinto , e di un nome tanto degno 

d 



XIV 

d' eternità , quanto egli fu degli altri uomini più amico, che di se stesso. 
Sebbene ( compatitemi Uditori veneratissimi ) il mio amoroso timore, e l'os- 
sequiosa mia gratitudine mi spaventano con dubbj di cose, che pur dovrei 
credere, che fossero appena possibili , o che nemmeno lo fossero. Imperoc- 
ché come potrei supporre, che alcuno vi fosse cosi cieco, che nel Mecena- 
te non mirasse riverberato ed accolto quello splendore, che deriva dai let- 
terati, i quali con la sua benevolenza protegge, e colla sua autorità aper- 
tamente sostiene? Qual nazione avvi mai oggi giorno cosi stupida, che, se 
il pregio non comprende delle scienze , non veda almeno i vantaggi delle 
arti? Eppure chi ì crederebbe? Queir ostacolo , che la riputazione del Ri- 
minaldi non potrebbe incontrare in tutto il mondo , perchè non è più in 
nessuna delle sue parti abbastanza barbaro per opporglielo , lo trova nella 
solitudine del Ginevrino (13) amico (come ei se stesso chiama ) della vir- 
tù e della verità. Virtù e verità parlano al suo cuore, e intanto e inse- 
gna, che chi amplifica le scienze, avvalora le lettere , moltiplica le arti , 
non diminuisce , ma accresce 1' umana infelicità . Virtù e verità sono le 
molle della sua ragione, e intanto vibra terribili dardi contro la sapienza. 
Egli va perciò spargendo, che quello studio, il quale apre la mente, scuo- 
te F accidiosa irriflessione , ordina e regola il costume , non fa che tormen- 
tare lo spirito, ed ai pochi beni reali aggiugnerne molti immaginarj , che 
afiligormo col loro desiderio, e non contentano mai colla loro esistenza. Va 
spargendo , che queir arte , che conduce f uomo in sì belle ed utili opera- 
zioni, e pare che tutto ciò sappia eseguire a comodo della società, che far 
non volle la natura per lasciarne il vanto ali 1 industria dell'uomo, altro non 
fa che ravvolgere la limitata intelligenza degl 1 ignudi d'ogni sapere fra mil- 
le bisogni e mali , che non conoscevano ne pur di nome. Posta eh' egli ha 
l'umana politica in un aspetto così infelice, io domando, ma dunque cosa sa- 
ranno mai per lui le città? Recinti di felici schiavi, che hanno le apparenze 
di tutte le virtù senza averne alcuna . Cosa saranno i Re , i Legislatori ? 
Potenti, che sanno suifocare ne' loro sudditi il sentimento di quella libertà 
originale, per la quale sembrano esser nati. E i fautori delle scienze, del- 
le ftcoltà , e delle arti cosa mai saranno ? Uomini , che col mezzo d 1 esse 
stendono ghirlande di fiori sopra quelle catene di ferro, dalle quali i cittadi- 
ni sono oppressi. O città ! o popoli ! o accademie! Se la società, la leg- 
ge , 1' istituzione sono alla vita dello spirito sì perniciose , come a quella 
del corpo 1' oppio, che ravvolga un fiero veleno, il vostro virtuoso medico 
e veritiero con qual contravveleno riparerà al vostro estremo pericolo? Con 
quello dell' ignoranza . Ecco la vostra salute. O Dio! E non vi fate ma- 
raviglia , che un uom dotto non conosca l'ignoranza? Così sospetta 1' elo- 
quentissimo Roi (14), che invita il vituperatore della sapienza, e l'adirato 
panegirista dell' ignoranza ad una di quelle mense, alle quali è assiso un 
padre di famiglia, che distribuisce a sangue freddo carne umana alla sua 
moglie, ed a' suoi figliuoli. Possibile, che a questo confronto non si seno- 



XV 

ta , e che prima inorridito alla vista ributtante di quella nuda , sanguinosa , 
crudelissima barbarie , non rinvenga poi in se stesso , e confessi quanto mai 
deve l'uomo socievole alle cognizioni, alle leggi, alla morale, alla ragione, 
alla convenienza, ai riguardi, alle dolcezze, all' amenità, alla politezza, all' 
educazione, e col valersene egli medesimo sì bene, come ha mostrato di 
troppo sapersene abusare, formarne il più beli' elogio, e stabilire anche me- 
glio la sicurezza del pubblico bene? In quanto a me penso, che quel ritro- 
so pensatore, che ignoranti ci voleva per renderci ingrati, se oggi vivesse 
se fosse qui presente, ci porgerebbe egli stesso le palme destinate a circon- 
dare il monumento di quel lliminaldi, che sortì dalla natura un vivo sen- 
timento per la parte eletta del genere umano , che un' immensa distanza 
dall' ozioso e indotto volgo allontana, e divide. Noi pertanto confermia- 
mo al Mecenate F aureo carattere di eccellente uomo e grande ; e nella 
giusta premura , in cui ci troviamo di attribuirlo al Riminaldi quantunque 
a ciò fare mossi siamo da ragioni evidenti , non tralasciamo di udire alcu- 
ni saggi uomini, che mi cercano, se io poi so veramente, quali doveri si 
assume un Mecenate , e quali sono le maniere di adempierli, acciocché ad 
ognuno si renda manifesto , qu.de sia il Mecenate, che per universale sen- 
tenza devesi al numero degli uomini celebri e singolari indelebilmente ascri- 
vere , e se per conseguenza ascrivere vi si debba il Cardinale Riminaldi ? 
Io confesso , che la risposta alla ricerca è malagevole , perchè coli' animo 
di scioglierla , ed assegnare nelf ordine ammirabile dei Mecenati al nostro 
amoroso Presidente il luogo suo proprio, volgendo le storie tutte d' ogni 
popolo, così vario mi si presenta lo sviluppo delle menti nel loro incivi- 
lirsi, che sotto diversi aspetti mi appariscono que' grand' uomini , che a sì 
lodevole e difficile impresa s' applicarono . Là vedo il Filosofo illuminato- 
re, che introduce le scienze, dove non sono, come un Franklino nell'Ame- 
rica ; là il politico riformatore , che dove le scienze sono bensì , ma lan- 
guiscono , le rinvigorisce e le anima , come in una Pisa il gran Lorenzo 
de' Medici;. (15) là vedo il magnifico patrocinatore, che dove le scienze e le 
facoltà esultano di sua splendidezza, le premia e le onora, come nella 
sua Pavia un Giuseppe II. Neil' introdurre però, nel ravvivare, nel soste- 
nere gli studj , osservate , vi prego , che ognuno , il quale di Mecenate 
gì' impegni si assunse, usò in diversi tempi e luoghi mezzi molto dissomi- 
glianti , e presso che opposti, e quando parve combattere, quando de- 
streggiare , quando blandire; allora però soltanto la ricompensa ottenne del 
tentato dirozzamento , dell' intrapresa riforma, dell' accordata protezione 
del suo fuoco , della sua moderazione , del suo amore , quando all' indole 
delle circostanze seppe accomodare le sue maniere, e ì suo zelo; e quando 
noi seppe, il suo pensiere, le sue cure, le sue maniere non per altro per- 
vennero alla notizia dei posteri , se non perchè vuote furono d' ogni pro- 
fitto. Per la qual cosa colui non diveniva mai accreditato fra i Mecenati, 
ed immortale , se in lui alla stabilita massima non s' accoppiava del pari 



XVI 

una certa imperturbabile fortezza , che lo accendesse d 7 una virtù, la quale 
divenendo quasi passione non s'arresta per difficoltà , che incontri , e s' inol- 
tra , e riforma , se occorre, un mondo intero , un nuovo mondo. Guarda- 
te Pietro il grande, che imbrandita con una mano la minacciosa spada, e 
coli' altra pigliato lo spirito accademico lo porta in mezzo alla barbarie, la 
conculca , e la vince. L' effetto grandioso e costante, che consegni la sua 
strepitosa e violenta innovazione, viene abbastanza encomiato da quella na- 
zione medesima, cui non poteva rendersi benefico, se non cominciava dall' 
esserle tremendo; e punitore prima che edificatore, egli conobbe in se stes- 
so la natura de 1 suoi vassalli , e gli convenne temere, che la dolcezza non 
rimanesse delusa, e che agi 1 inganni non soggiacesse dell 7 ignoranza. Qual 
orribil mostro non è ella mai f ignoranza! E come ora ajutato dalla paura, 
ora istigato dall'ozio, ora animato dall'invidia non si sforzò sempre di op- 
porsi con ogni suo potere ai progressi della sapienza , e d' oscurare la glo- 
ria dei valorosi di lei coltivatori ? Non fu forse T ignoranza sovvertitrice 
d 7 ogni buon ordine e savio stabilimento , che nell' occidente defraudò le 
vastissime idee di quel Carlo Magno, la di cui reggia non si distingueva 
da un 1 accademia? E non fece , che più volte venisse il Sole nel suo na- 
scere da così densa caligine offuscato , che si può dire, che tramontasse pri- 
ma d 7 avere diffusa la sua luce, e d 7 avere penetrato col suo calore. E per- 
chè non sembri ad alcuno, che io m 7 allontani dalla celebrità del nostro 
Cardinal Direttore , mentre mi studio di soddisfare all' istanza analizzando- 
ne le proprietà , non mi estenderò soverchiamente sulla varia sorte degli 
altri Mecenati, e sulle diverse maniere da loro tenute nel procurare il mag- 
gior bene dell 7 umana ora ordinata , ora sconvolta società , poiché altro già 
non farei, che vieppiù confermarvi, che in generale ne sommo potere , ne 
grandezza d'animo, né generosità di cuore, ne intrapresa di spirito, ne pro- 
fusione di tesori, ( tutte qualità e virtù eccellenti, che adornano la mi- 
glior indole di queir uomo, che tutto si dedica ali 7 istituzione delle scuole, 
ed ali 7 avanzamento delle Università ) non bastano per fare, eh 7 egli goda 
il frutto di cure incessanti ed amorose , e perchè rimanga pieno di riputa- 
zione , se esse non hanno per guida una prudenza ed accortezza singolare , 
che nasce da una giusta idea , che si abbia degli affari delicati non meno 
che vasti, i quali si trattano nella repubblica delle scienze, per sapergli ve- 
ramente trattare , o non trattargli in modo alcuno, dove luogo sia di mi- 
seramente temere, che altro non siano per riscuotere, che disprezzo e diso- 
nore. Tanf e, Ascoltanti veneratissimi. Se si commette a disadatto terreno 
una straniera benché rinomata pianta , può agevolmente accadere , che le 
infruttuose fatiche dell 7 inesperto , ovvero infelice agricoltore, incontrino la 
comune derisione : ma se un perito e ben accorto uomo prenda vaghezza 
d 7 affidarla a fertile terra, e sperimentata , vi spiega ed interna le sue molli 
radici , erge il vigoroso suo tronco di verdeggianti frondi vestito , e carica 
d'ubertosi frutti alla mano prudente, che la piantò, rende profitto ed 



XVII 



onore. Non v'ha dubbio, che il Fuminaldi applicandosi alla cultura della 
nostra Università, o dal suo deducesse 1' altrui genio, o la placida docili- 
tà riguardasse della nazionale sua studiosa gioventù, conobbe talmente la 
proprietà dell' eccelsa pianta, 1' indole del suolo, e la placidezza del clima, 
che giustamente si confortò dell 7 approvazione, che avrebbe segnalato l'in- 
defesso e vigilante suo impegno . E come poteva egli dubitare , che lo in- 
gannasse quella prudenza, che abbiamo detto essere la regolatrice delle ac- 
cademiche onorevolissime imprese? Si contenesse egli pure nei giudizj spe- 
culativi, e ne disaminasse le principali circostanze prima d 7 accingersi all' 
opera , che alla concepita idea di richiamare air antico splendore la vostra 
celebre Università mille ragioni si aggiungevano non solamente per deter- 
minarlo ad interessarvisi con tutta la sua virtù ed esperienza , ma per poi 
anche rendersene un giorno debitore alla Sovrana ed Appostolica Autorità. Po- 
tè egli non aver presenti i molti meriti cf eccellente lode, che i più retti 
giudici trovarono ne' di lui antenati, ponghiam figura, in un Giacopino, 
in un Giammaria, in un Ippolito, per prendere da 7 suoi maggiori un giusto 
motivo d 7 essere ai suoi posteri di decoro e d' ornamento (16) ? Potò 
non confrontare lo stato diverso delle scienze e delle arti Ferraresi coi po- 
litici cangiamenti, e non intendere, in quali di questi si videro quelle sali- 
re a maggiore altezza, e in quali da essa decadere? Accorgendosi pure nel 
medesimo tempo, che se talvolta mancarono i mezzi per sostenerle in un 
grado di perfezione, non mancò però mai ai Ferraresi cuore per amarle, ed 
ingegno per lodevolmente professarle? Pensa egli di animarle nuovamente, 
e non sa forse in quale Gittà della dotta Italia? Non sa forse in mezzo a 
quali splendide famiglie debba la sua luce diffondere il Liceo? Che non ha 
forse avanti gli occhi i Montecatini,! Bentivogli , i Bevilacqua, i Sacrati, e 
tant' altri, che ora non nomino, i quali al nostro amplissimo Collegio ap- 
partengono, e molta considerazione si meritarono nella storia delle scienze, 
e delle lettere (17)? Sono forse nomi ignoti a lui i Savonaroli,i Silvestri, 
i Visdomini, i Calcagnini, i Novara, i Manardi , i Lanzoni? Poteva mai 
aver dimenticato, che la sua patria è la patria di Lodovico Ariosto? Pote- 
va chi le belle arti guardava con tanto amore , non ricordarsi dei Dossi, di 
Benvenuto da Garofalo , del Bastianino, del Bononi,del Guercino, e d'un 
Lombardo si celebre fra gli Scultori , che da Michelangelo il Dio si chia- 
mava della terra (18)? Ma che? Non s'applaudiva forse il risorgimento delle 
vicine accademie, perchè il nostro Mecenate pensasse di seguirne 1' esem- 
pio, e darlo poi ad altre, che sorsero poco dopo a nuova e più bella vita (19)? 
Forse che d 7 altre pur esse famose non lo moveva la pur troppo compianta 
decadenza? Poteva egli apprezzando sommamente la dottrina, il credito, l 7 im- 
portanza de 7 suoi coetanei, non temere il terribil vuoto, che avrebbero la- 
sciato i Barotti, ed i Varani (20)? Voi ben sapete, com 7 ei pensasse, e sa- 
pete ancora, quanti accreditati uomini, anche stranieri, al di lui dotto e 
prudente pensiero diedero replicato e forte incitamento , onde appianare le 

e 



XVIII 

difficoltà , che alla vera prudenza suole spesso ne' grandiosi e pubblici affa- 
ri suscitare quel riguardo, che vuole esso pure il nome di prudenza, quan- 
do non è, che timore e pusillanimità. Sapete pur anche con quanta avve- 
dutezza si prevalse dell 7 opportunità e del tempo , e con quanta destrezza 
s 7 approfittò dell'esaltazione di Clemente XIV. (ai), che più volte in que- 
sta Città medesima potè conoscere la vostra buona indole, e ponderare l'esten- 
sione della vostra dottrina, e sperimentarla ancora dalle sue vicine e sco- 
lastiche Reggenze, onde meditare, o certamente abbracciare Y occasione di 
farvi intendere , che gli eravate nel cuore altamente impressi . E' però da 
considerarsi , che dove le regole d' un 7 Accademia siano quelle medesime 
della prudenza, non cadendo col loro spirito e giustizia sotto i sensi, ed 
ergendosi al di sopra del comune intendimento, non incontrano in tutti gli 
uomini una sensibilità bastevolmente aperta ; e che dove premettono di se 
medesime apportatrice la pubblica ed evidente utilità , scorrono sicure del 
trionfo delle umane passioni, che le contrastano, e riscuotono gli encomj do- 
tati alle scienze, ed ali 7 amore di quel Mecenate, che le mise in opera, e lo- 
ro diede i più sicuri mezzi di maravigliosa esecuzione. Alcuni però (ne io gli 
trascurerei ) potrebbero domandarmi ,qual frutto poi in quattro lustri ormai 
compiti ha riscosso la dotta prudenza, e'1 coraggioso zelo del mio Mecena- 
te, dell 7 illustre legislatore e grande? Ed io così ingenuamente rispondo, 
che il frutto supera di molto la brevità del tempo ; ne a voi , che mei chie- 
deste , voglio, che di ciò le mie parole, ma gli occhi vostri vi faccian fede. 
Volgetevi a quel Collegio amplissimo , il quale già da due Sommi Ponte- 
fici ebbe la tutela della nostra Accademia (22) , e la mantenne sempre nel 
suo vigore, diramando per solo e disinteressato amore della pubblica felici- 
tà e decoro gli eiletti delle sovrane e ricche beneficenze. Volgetevi a que- 
sta corona nobilissima d' eccellenti Maestri, i quali non sembrano già aver 
seguitato, ma d'essersi incontrati nel zelo indefesso del loro Mecenate .Ri- 
chiamate alla mente, quantunque qui non gli vediate, que 7 nobili e subli- 
mi ingegni, che dall'ozio loro meritato non dimenticano quelle sedi, che 
di suo Pontifizio magistero o presidenza onorarono . Considerate quan- 
to mai contribuiscono alla fama del nostro Ateneo , e in quanti luoghi la 
spargono colie loro onorevoli funzioni quegli uomini di segnalata letteratu- 
ra , i quali da queste insigni cattedre salirono ad ecclesiastiche e civili di- 
gnità (23). Ponderate colla vostra rettitudine i vivi insegnamenti di coloro, 
che hanno chiusi i loro giorni in mezzo alle operazioni scolastiche, in ciò 
fortunati, che si Sottrassero alla sciagura di perdere il loro Mecenate. E 
se voi qui ricordate i Bellaja, e i Roverella, io vi rammemoro i Bongio- 
chi, i Bellini , i Ferri, i Giorgi, i Corbi; e se taccio in Migliore, mi ri- 
porto al celebre monumento , che la vostra pietà gli ha innalzato (24). Ascol- 
tate i vostri figliuoli medesimi, che in questa Pontificia Sapienza resa loro 
domestica e famigliare educati e nutriti , spiegarono già le prime insegne 
delle letterarie loro conquiste. Non ne avete nobilmente collocati, altri a 



XI 5 

sostegno ed amministrazione delle leggi, ed a difesa de' poveri nel Foro', nei 
Tribunali, nei Governi , nella Magistratura? Altri non vegliano già alla vo- 
stra sicurezza, e delle vaste vostre, e pur troppo minacciate, possidenze? 
Altri non sono con molto valore, e vera carità tonnata sull'odierna delica- 
tezza, dedicati al conforto dei vostri malati nella Città, e nel Ducato, ne- 
gli spedali , e nelle case? Che dunque non corrisposero forse essi al vostro 
desiderio, e le vostre speranze non superarono? Che più? Se io mi dichia- 
ro oltre modo dolente per la perdita di non pochi miei valorosi compagni , 
o Ferraresi che essi fossero, o stranieri, non hanno già i vostri concittadi- 
ni, i vostri figli, i nostri scolari, prontamente riempiti gli onorevoli luo- 
ghi colf aspettazione d' uguagliare la grandezza dei dotti, che mancarono? 
O io con tutto ciò m'inganno, o voi tutti dovete rimaner persuasi, i qua- 
li le maggiori prove della provvidenza accademica del Riminaldi, e della 
cooperazione di tutto il corpo letterario, aspettavate dall' avvenimento. Se 
dunque, pregiatissimi Ferraresi , è giustissima cosa, che al Riminaldi, ( le 
di cui virtù se non chiamo eroiche, sono per altro rare e singolari ) s' at- 
tribuisca quel frutto, e quel vantaggio, che alla di lui amorosa sollecitu- 
dine e prudenza unicamente è dovuto: ?e per questo medesimo egli prende 
tutte quelle graziose qualità , che nel Mecenate risplendono : se egli meri- 
ta d' essere da voi riguardato, come la sorgente fecondissima dell' odier- 
na vostra sapienza , il sostegno delle leggi, F onore dei Magistrati, la fe- 
de de' Tribunali, la probità delle famiglie, il sussidio delle facoltà, il pro- 
motore delle arti, e la salute di tutto il popolo Ferrarese, che non gli ren- 
dete il promesso tributo di eterna venerazione? Io già ai giustissimi allet- 
ti vostri per poco vi abbandono, e lascio che la tetra festività del Tempio, 
che il magnifico aspetto degl' innalzati encomj,e che la sublimità del sepol- 
crale monumento, invenzione della vostra ingegnosa iniistria,ed opera del- 
le vostre mani , tutti vi chiami a compiere la grande impresa. Là però ac- 
correte , e su quelle ceneri sacre alF immoralità ed alla gloria dell' uomo 
illustre, imprimete =r qui giace il nostro Mecenate — . Ecco che quell'unico 
raggio di speranza , che agli occhi della nostra umanità sembrava spento e 
dissipato, splende più che mai luminoso e vivo. Ecco per dichiarazione vo- 
stra il vostro Mecenate agii onori elevato dell' uomo chiaro e grande . Ec- 
co che il nostro lutto si cangia nella sospirata consolazione. Ora il ricono- 
scente ed ossequioso mio spirito è pienamente appagato. A quel raro uomo, 
e di secolo , che tutte le scienze ed arti stimò grandemente , oggi da esse 
medesime riceve il meritato onore . Se egli o vendicandogli dalla ingiusta 
oscurità, in cui giacevano, o sollevandogli ad una perpetua chiarezza , amò 
tanto non meno i suoi, che i Letterati estranei, e cosi rinomati e cari, co- 
me un Metastasio (25) ; e perciò si chiamava anche vivendo un vero Me- 
cenate, ha ora da voi ottenuta quella sì pregevole giustizia accademica, che 
egli usò cogli altri con tanta benignità e splendidezza, e gli è stata solen- 
nemente stabilita quella riputazione eterna , che ad un Mecenate , e per 



XX 

P istessa ragione famoso, che il vogliam dire, o virtuosamente singolare uo- 
mo ed eccellente , era già fin dalla più remota antichità , e in ogni più 
fiorente Ateneo decretata. Tanto è vero, che il Mecenate si fa distingue- 
re da tutti gli altri uomini, e lascia di se un nome sempre mai memorabi- 
le per la magnificenza delle sue virtù, e grato per la proficua prudenza del- 
le sue operazioni, giacche un Tolommco Re d'Egitto, ed un Creso Re della 
Lidia, un Periandro, un Esistrato, un Ipparco in tanto da noi si ricordano 
ancora, in quanto apprezzarono gli studj,e furono illustri Mecenati: e così 
nei fasti di Giulio Cesare, e in quelli di Vespasiano a noi si affaccia, co- 
me il più splendido, l'acquisto d' uomini di lettere, il favore ad essi com- 
partito, il ristoro e 1' ingrandimento delle biblioteche : e nei tempi a noi 
più vicini non vediamo un Re Roberto per il suo grande attaccamento al- 
le scienze dichiarato dall'estro degli eruditi Napoletani un secondo Salomo- 
ne ? Mi consolo però con tutta Ferrara , che oggi abbia ella imitato Ve- 
rona ammiratrice de'suoi Scaligeri , d'uno dei quali predisse il Dante, (26) che 
nemmeno i suoi nemici avrebbero potuto tacere le lodi, che tanto gli con- 
venivano. Sebbene che dissi d' imitazione. Poteva io dire, che seguiti avete 
voi stessi, o Ferraresi veneratissimi , e rinovati in voi i grati sentimenti 
dei vostri Maggiori, che le memorie ci conservarono dei valorosi e scien- 
ziati Principi Estensi; in confronto dei quali se io non temo di esaltare un 
Mecenate cittadino , non posso già cadere nel sospetto di eccessiva ed ap- 
passionata parzialità, poiché a tanto ini anima F altezza del di lui grado, 
e la somma sua inclinazione verso le discipline, che dall' essere loro colti- 
vatore , lo portò fino a divenirne un sì segnalato Presidente , che podi' al- 
tri lo uguagliano. L'amore delle scienze è una nobile qualità o virtù, che 
può trovar ricetto in ogni cuore ben fatto, e di tutte le virtù amico; è un 
fuoco , che può accender 1' animo d' ogni privato; è una luce fulgidissima , 
che può scintillare nella maestà del trono. Quell'essere di Mecenate è in 
fatti così unito a quello di buono e grazioso cittadino, ed amatore del pub- 
blico bene, che quel benignissimo e splendido Toscano, da cui derivò ai 
protettori delle discipline il famoso nome di Mecenate, e che gli elogj ac- 
colse di Virgilio e d' Orazio , non solo riputato venne , come illustre uo- 
mo , ma fu riguardato da Roma come uno de'suoi più affezionati cittadini, 
e lo amò Augusto secondando la nobiltà del di lui genio colla sua imperia- 
le munificenza. E qui ponete mente, Uditori veneratissimi, all'avvedimen- 
to delie città più celebri, che prontamente cessano di guardare come estra- 
neo, chi alle loro scienze converte il suo amore, e si studia in ogni modo 
di favorirle. Imperocché può taluno all'eccellente grado ascendere d'illustre 
Mecenate , ma non divenirlo a vantaggio immediato della civile società , in 
cui nacque, ma formandosi una nuova patria, a quella intieramente donar- 
si. Poteva dunque il Riminaldi imitare F esempio del primo dei Mecenati, 
e Mecenate essere esso pure, ma non vostro, e anche non essendo vostro, 
illustrare la sua memoria; poiché se si consideri la vasta estensione , che di- 



XXI 

aitandosi per ogni dove occupano è riempiono le scienze , sembra che il 
loro fautore non debba di una sola nazione il cittadino chiamarsi, ma piut- 
tosto del mondo intero . Non seppi però dubitare giammai , che voi per ta- 
le 1' avreste riconosciuto, e nel rappresentarvelo, quale voi medesimi lo con- 
cepivate neir annunziarlo per un Mecenate , mi convenne aggiugnere ch'egli 
lo è principalmente di Ferrara. Che se io dovessi descrivervi Y ampiezza 
della di lui civile ugualmente che letteraria inclinazione , sarei forse con- 
dotto, senza nulla detrarre al valore dell' odierna letteratura, a riputarla 
degna dell' Attica grandiosità . Potrebbe questa mia comparazione più vizio- 
sa parere che sublime a coloro, i quali non sanno concepire la grandezza 
del patrio amore in chi potè dalla sua patria rimoversi, e parve averla co- 
me abbandonata. E veramente Ferrara non rivide il suo Riminaldi, che 
per pochi momenti , e non lo vide , che nelle pubbliche scuole , onde fu 
da non pochi creduto, che non per altro ei ci fosse tornato, che per tutta 
svelare la sua dignità alla sola Accademia . Vero è che codesta nobile par- 
zialità sembra in tanto solamente mostrarlo cittadino , in quanto esprime il 
caratteristico di lui pregio di amatore delle scienze; la qual cosa , quantun- 
que all' assunto mio soddisfacesse, pure dai limiti ad esso prescritti quasi 
mi svelle la considerazione del vasto ed assiduo commercio di lettere , per 
cui se egli nulla distratto dalle Romane cure fu sempre ad ogni privato e 
pubblico uopo di Ferrara provvidamente presente, e seppe il suo potere 
estendere a vantaggio d'ogni suo concittadino, non potrà Y affetto , ch'egli 
in ogni maniera dimostrò alla sua patria, restringersi fra verun contine. La 
lontananza gli dilatò il cuore, perchè gli accrebbe le facoltà, delle quali o non 
incontrava limite alcuno, o se pure paventava di non mai rinvenirlo, s'in- 
dirizzava a quella possanza , che risiede nella grandezza del Sovrano . Tor- 
nò a vostra gran fortuna, o pregiatissimi Ferraresi , che egli vi lasciasse per 
amarvi , dove il suo amore potè trattare la cultura dei vostri studj con tan- 
to impegno, quanto dai vostri talenti si riprometteva di nazionale felicità, 
a cui il vero cittadino tutte dirige le sue operazioni . Poteva egli mai più 
opportunamente essere a letteraria preminenza ed accademico dominio del- 
la sua Ferrara innalzatole i Sommi Pontehci sotto i proprj occhj non aves- 
sero veduti ricopiati in lui, anzi perfezionati i distintivi del Mecenate ugual- 
mente che quelli del cittadino? Poteva egli più saggiamente approfittarsi 
del loro rettissimo favore ? Ed a sì giusto e cosi ben inteso oggetto ei 
se ne valse , che a me piacerebbe di paragonarlo a Colbert , che impetrò 
da Luigi XIII. 1' approvazione della reale Accademia di Parigi , persuaso 
che la gloria delle lettere costituisca lo splendore d' uno Stato : e questo 
mio pensiero a voi pure non dispiacerà, che non ignorate , anzi, come non 
ignoro io stesso , venerate que' beneficj e molti e grandi, che alla nostra 
Accademia il Pontificio Presidente ha conseguiti dalla clemenza del regnan- 
te Papa Pio VI. (27) ; quel maestoso nostro Monarca , Vice-Dio visibile di 
nostra religione , che perpetuamente specchiandosi nella sapienza , che lo 



XXII 

anima , e nella giustizia , che lo avvalora, trova sempre in se medesimo 
mezzi poderosi e sublimi , onde spargere e dilatare fra i suoi sudditi V ono- 
re e la felicità . Quel Sovrano Santissimo , alla di cui mente eccelsa non 
meno, che all' accademica autorità naturalmente sua, restano confidate le 
più vive speranze del nostro Studio , che lo adora qual suo munificentissi- 
mo Ristoratore . Imperocché quando mai fu , che la S. S. non si degnasse 
di aderire alle supplichevoli istanze del nostro Presidente , e come fra l' al- 
tre benignissime grazie del suo bel cuore non aumentò l'erario dal Pontifi- 
cio Trono alla cultura delle lettere Ferraresi mirabilmente consecrato ? Le 
più distinte memorie, che restano appresso di noi, della civile ed accademi- 
ca pietà del Riminaldi , sono altrettanti monumenti chiarissimi e perpetui 
della dotta clemenza , e generosa liberalità di Pio VI. Quel magnifico mar- 
mo (28), che esiste neir Università delle scienze, contesta la più ampia edele- 
gante forma, a cui essa venne ridotta , e i sussidj, coi quali venne rasso- 
data, e la Prefettura istituitavi, e raccomandata ad un Filosofo forse il più 
saggio di tutti . Queir altre iscrizioni là nel grande Spedale di S. Anna 
non ricordano le scuole pratiche nel medesimo aperte , e riccamente dota- 
te? (29) Se quei decreti parlano dei collegj delle facoltà riformate, e di privi- 
legj o rinovati, o accresciuti; se quelle nuove costituzioni portano dilata- 
zione scolastica dei diritti nazionali , sicurezza de' premj destinati alla gio- 
ventù studiosa, e prelazione dei cittadini agli stranieri, non dimostrano, qua- 
le si fu un Pio VI. pel suo Fuminaldi , e un Riminaldi per la sua Ferra- 
ra ? E quali mezzi , che opere sì varie , e degne tutte di pubblica benevo- 
lenza , conducessero al desiderato esito, trascurò mai lo spirito attivo del Por- 
porato Mecenate, ed ottimo Cittadino? Come a renderle perfette non s'in- 
dustriò per procacciarsi l' autorevole e necessaria cooperazione degli Eminentis- 
simi Legati, ed Arcivescovi? (30) Quando io vedo, che questi pure dopo l'epo- 
ca fortunata degli studj rinvigoriti ed animati, a gara si sono interessati in 
tutto ciò , che lo studio e la pietà suggeriscono, e dirigono al pubblico be- 
ne, all' avanzamento delle arti e delle lettere, allo splendore di Ferrara , 
e al decoro dei Ferraresi? E qui, nominando le pubbliche, torno a tacere 
le private beneficenze del Riminaldi , benché alcune di queste, quantun- 
que riguardino i privati, sono però pubbliche, perchè confermate dai re- 
scritti, e registrate negli archivj,e si possono render note a chiunque amas- 
se di saperle ; se abbastanza grandi e numerose non fossero quelle , che si 
fanno sentire nel cuore di ognuno , e vengono celebrate dallo stesso mio 
silenzio. Quando però, senza racconti particolari e minuti, che pure molta 
♦ forza darebbero al mio ragionamento, penso di avere nel suo gran tutto for- 
mato r elogio della di lui tenerezza per la nostra Accademia , e del di lui 
cuore verso la patria , onde il nome gli resti veramente d' illustre Mecena- 
te , e nostro, Roma lo vuole per suo. Voi , Ferraresi ornatissimi, andate 
soggetti a somiglianti emulazioni , e incolpar ne dovete la grandezza dei vo- 
stri Eroi . Tuttavolta, se pur anche v' aggrada, di Roma stessa udite le 



XXIII 

gloriose pretese. Il Ferrarese Riminaldi, così parla Roma, fin dagli anni 
suoi giovanili mi desiderò per madre, ed io 1' accolsi, come figlio. Egli mi 
fece comparire V erudita vivacità del suo spirito , ed io gli cinsi la fronte 
d' alloro . Quel Cardinale Valenti allora Camerlengo , di cui mi pregio 
tuttora, conobbe la di lui accortezza nel maneggio de 7 maggiori affari, e se 
lo accostò ; ed egli co' suoi talenti universali lo seppe soddisfare in tutto 
ciò , che risguardava quel grave impiego . Il mio gran Benedetto XIV. sco- 
prì 1' amore , eh' egli nutriva per le belle arti , e ad esse nel Campido- 
glio, come in sua sede collocate, lo diede per legislatore. Io lo vidi poi ac- 
cinto a promovere le opere de' più valenti artefici, e compensai le di lui 
cure colla splendida amicizia di quel Raffaele Mengs , cui rese tanto onore (31). 
Egli amò d'investigare, e raccogliere i sacri pegni dell' augusta antichità, ed 
io gli apersi le mie viscere, e palesai alle di lui ricerche il superbo obelisco, 
che sul Quirinale più , che il suo , il nome eterna del felice indagatore . Io 
però ben m'avvidi, che 1' uomo di buon senso i suoi passi ne ritraeva, ne 
ritardava dal severo cammino della Giurisprudenza , e pensai di collocarlo 
fra i consultori della sacra Inquisizione, ed egli mi compiacque co' suoi con- 
sulti; lo annoverai nella Congregazione dei Riti, ed egli paga mi rese col- 
la sua dottrina; lo donai all' Appostolica Penitenzieria, e di pienissima mia 
soddisfazione riesci la sua Reggenza . Io 1' accolsi fra gì' incorrotti giudici 
della Rota, ed egli restituita al primo splendore la Vaticana e la Quirinale 
Residenza, ampliato ed ordinato il secreto Archivio, ridusse a perfezione 
la serie di quelle decisioni, che sotto il suo antecessore avevano avuto in- 
cominciamento , e confesso, che lo vidi sempre impegnatissimo ad accrescere 
gli adoratori dell' altrui merito, e fu il suo bel pensiero, che m' obbligò ad 
alzare monumenti al dotto Urbano Vili., ed al pio Clemente XIII. Che se 
della probità e della dottrina del Riminaldi nella vastità del mio impero a 
vantaggio e sicurezza dell' Universo lungamente mi prevalsalo condussi an- 
cora alla sublime grandezza del purpureo Senato (32). E che non avrei an- 
che fatto.... R.oma t'intesi: tu ti sapesti appropriare un Uomo, che avreb- 
be poi lasciata di se una memoria invidiabile; lo rendesti però degno d'am- 
mirazione , ed egli rese te stessa maravigliata; e se il di lui splendore è 
tuo, il Mecenate però è nostro, nostro è il cittadino , sempre più maravi- 
glioso ed ammirabile, che nostro esser volle, quando poteva rendersi inte- 
ramente tuo. Era in tuo potere colle tue grandezze, magnificenze , e digni- 
tà d' allettarne il cuore , ma non potevi abbagliarne la mente , non che gli 
si fosse imputato a delitto 1' avere dimenticato Ferrara in una Roma , poi- 
ché non la virtù , ma la passione può confondere i giusti rapporti delle co- 
se apprezzate , ed alterarne il giudizio . Pretendo bene però , che se vanità 
mosso avesse ed animato il Riminaldi , non poteva trovare campo più va- 
sto da levarsi, e mantenersi in superbia , di quello che gli presentava l'abu- 
so delle tue prosperità , ricchezze , ed onorificenze ; e tu maggiormente , o 
Roma, ne prendesti concetto, perchè forse nella modestia, con cui si dipor- 



XXIV 

tava , non lo conoscesti P amico della gloria , ma nelle operazioni degne di 
lui vi trovasti sempre V amante della sapienza . E siccome da questa non 
si divide giammai , né s' allontana un retto patriottismo , tu f avesti nel 
fiore de 7 suoi anni, allorché prometteva di divenire un uomo grande; gran- 
de in te divenne veramente, ma grandissimo _, quale egli fu, sempre Ferra- 
rese. Dimmi infatti, se egli cura si prese, e molto d'onorcvolezza conciliò 
a' tuoi più chiari e dotti uomini , egregj letterati , e fimosi artisti , come 
non mi confesserai , che in te stessa egli abbellì e ristorò le memorie com- 
mendatissime del Cardinale Sacrati , e di Marc' 1 Antonio Tebaldeo suoi va- 
lorosi, e da te anche nelle tue maggiori sciagure applauditi , e forti concit- 
tadini (33)? S' egli s'immerge nei tesori dell' erudizione , se aduna un gran 
numero di volumi, di pitture, di statue, di marmi antichi, e di peregrine 
iscrizioni, medaglie, metalli , e mille cose di grandiosa preziosità, o di mi- 
nuto bensì , ma storico valore , in quali ricerche vedesti tu mai più affan- 
nosa ed intensa la di lui diligenza ? Certamente in quelle , che o le imma- 
gini presentano, o le gesta contestano , o la scienza ricordano e diffondono 
degl' ingegni Ferraresi, o di quelli, che ai Ferraresi la loro stima dimostra- 
rono, ed il loro amore. (34) E se io lo protesto di tutto ciò, che di bello, di 
raro , d' eletto potè raccogliere col suo industrioso intendimento , debitore 
alla tua ricchezza ed abbondanza, ben puoi soffrire in pace, che quella rag- 
guardevol copia d'antiche e moderne collezioni venga dal tuo seno a que- 
sta patria trasferita , e la possegga il Ferrarese Ateneo , il quale vedendo 
grandemente accresciuto il suo antico lustro, non potrà mai dimenticare 
T augusta derivazione dei doni, dei quali gli fosti cortese insieme col no- 
stro Riminaldi. Oh Dio! qual cecità sarebbe la nostra, e qual rimprovero 
da te non ci verrebbe , Roma , se in prove così evidenti non conosces- 
simo l'intenso desiderio, che ebbe il nostro Presidente, di giovare alle scien- 
ze della sua Ferrara? Io lo comprendo per sì grande, come lo fu la gene- 
rosa veemenza del patrio amore , che lo determinò a spogliare il domestico 
gabinetto per arricchire la nativa Accademia. (35) Esalta anche Roma, ovene- 
ratissimi Ferraresi , la civile e scientifica liberalità del vostro Patrizio , e 
vi accorda , che ad esso convengono le maggiori lodi del vero Cittadino , 
ma vuole ancora , che a Pio VI. quelle rendiate d 1 uno de' maggiori Mece- 
nati dell 1 Europa. E non dubito, che non troviate questo giudizio rettissi- 
mo , e conforme alla vostra gratitudine. Ma che? Pio VI. medesimo spon- 
taneamente dimettendo una bella parte de' moltissimi suoi pregj ne adornali 
Cardinale Riminaldi, mentre attribuendogli il risorgimento dello Studio Fer- 
rarese lo dichiara e Mecenate e Cittadino . Resta egli più luogo ad alcu- 
na opposizione ? L' invidioso , nel quale a misura che crescono le prove , si 
accresce il livore, ne muove un' altra: parla tu pure, che io t' ascolto. 
L'odierno amore della sapienza, egli così contraddicevo tutto amore di no- 
vità. Ora dimmi tu , che sei il più ribelle oppositore della moderna istru- 
zione, ed il credito scemar vorresti ,0 toglierlo affatto a quegli illustri uo- 



XXV 

mini ; e genj flèbilissimi, che la promovono , di qual sapienza parli, di qual 
novatore ? Se di quella sapienza , che insegna il vero , ella è tutta inven- 
zione, ed utile serie di desiderate e conseguenti novità . Che dotto saresti 
tu mai, se la novità tratto non t'avesse dall' ignoranza, che è V assoluta 
privazione di tutte le novità ; e se l' invenzione non t' avesse posto a par- 
te di quelle accademiche cognizioni ^ che alla meno felice, ma sempre de- 
gna , antichità mancarono? Se poi parli di quella sapienza, che ti addita 
l'onesto, dimmi ( ch ? io sappia, se è possibile, con chi parlo ) sei tu Cat- 
tolico , o Gentile? Se fossi questo secondo, potrei dirti, che non ho che 
far con teco,e che non voglio su questa materia ragionare con chi non può 
intenderla bene : ma non ti credessi già , che io ti paventassi , no , perchè 
mi sembri assai ignorante, sé non sai, che un Socrate gentile in Atene, co- 
me un Cicerone in R.oma , di nessuna altra novità rimangono così insazia- 
bili, come della cognizione di Dio? Così fosse loro toccata la sorte di go- 
dere la novità divinissima del Testamento , che in un istante dissipò tutte 
le tenebre ! Se sulla filosofia d' uri Platone non isdegnarono di formare la 
loro prima istituzione i più antichi Padri della Chiesa, e se su quella d'Ari- 
stotele un Tommaso formò la sua , per pia congettura e fedele speranza 
crederei, che que' grandi pensatori del paganesimo sarebbero divenuti Giro- 
lami, ed Agostini, se, come al loro studio s'erano uguagliati i doni della 
natura , cosi uniti si fossero quelli della grazia, la quale sola ammaestra ed 
avvalora i magnanimi Eroi del regno Appostolico . Tanto io gli venero 
per quel molto, che pur seppero, e di quel moltissimo, che non seppero, 
m' incresce, poiché avrebbero potuto sapere tutto ciò, che mirabilmente unisce 
una Filosofia immensa con una Religione rivelata . Ma tu ti protesti Cattolico. 
Or bene lo sei veracemente? E perchè ti scosti dalla verità? Guardimi Dio, 
che io ti creda di quelli, dei quali si fa beffe il Rousseau, e da loro scaltrita-» 
mente prende occasione e motivo di scagliarsi addosso alla Cristiana Filoso- 
fia colla terribile domanda : sarebbe forse ordinato a tutti gli uomini d' es- 
ser Filosofi , o pure è egli ordinato ai soli Filosoli di credere in Dio? Ta- 
ci dunque , se sei vero Cristiano, anzi confessa, che lo studio dell' univer- 
so ti solleva al tuo Creatore, e che in Dio trovi tutte le rette novità, e in 
queste trovi sempre Dio. Temi forse certe novità inventate dall'umana su- 
perbiate dalla vanità dei sistemiche ti potessero allontanare dall' ubbidien- 
te ossequio dovuto alla Chiesa Romana? E di quale Università sospetti tu 
mai ? Non è ella fedelissima questa nostra ? Non è ella situata all' ombra 
del Santuario? Non è da esso nutrita? Non si riferì ella sempre tutta al 
centro della R.eligion dominante? Ora contro qual novatore ardiresti tu di 
vibrare la tua ingiuria , forse contro il nostro Presidente? Ah ben io m' ac- 
corsi fin da principio , che per quanto mi fossi studiato di dipingere al vi- 
vo l' immagine del nostro beneficentissimo Mecenate, il ritratto manchereb- 
be del suo ultimo compimento , se io avessi lasciato i tratti della di lui 
pietà e religione . Non v' ha dubbio , che se noi riguardiamo il di lui in- 

S 



XXVI 

terno amore verso Dio, o egli è un mistero agli occhi degli altri uomini, 
o il giudicarlo non dipende dall' umana opinione talvolta superstiziosa , ma 
dal solo Dio temuto ed amato . Quel Monarca però Santissimo , che og- 
gi fa in terra le veci di Dio stesso % si dimostrò persuaso della probità del 
Riminaldi , quando F onorò della Pontificia Presidenza della nostra Cristia- 
nissima Università s per lo che esser non poteva nostro Mecenate , se insie- 
me non era un Principe religioso. E quali più forti argomenti debbo io 
qui addurre degV irreprensibili di lui costumi, quando parlo d'un Uomo no- 
bile , e più nobilmente educato ? Quando parlo d' un primogenito <T il- 
lustre famiglia , che si scioglie dai legami del secolo , e ne fugge 
gì' inciampi incamminandosi per la carriera ecclesiastica ? Quando par- 
lo d' un Uomo dotto, che si occupa nella cultura delle scienze a van- 
taggio della sua patria , dedicandosi così ad urt regno eletto di cose , nelle 
quali un Filosofo Cristiano può nel medesimo tempo servire al bene dell' 
Accademia , e all' acquisto del cielo ? Seppe il Riminaldi per lungo tem- 
po , è vero , mantenersi in uno stato libero ed indeterminato , ma non 
già perchè in se ambigue sperimentasse le inclinazioni della vocazio- 
ne , ma perchè lo spaventava 1' altezza di quella perfezione , che il 
Sacerdozio addimanda, principalmente dal Filosofo amministratore delle leg- 
gi; essendo vero ancora, che l'attenzione Cristiana, colla quale invigilò per- 
petuamente sopra di se stesso , non lo lasciò torcere giammai dall' intrapreso 
sentiero, e grande apprezzatore del tempo seppe averne molto, perchè non 
ne perdette un momento ; e in mezzo a mille occupazioni con pie sicuro 
s'inoltrò nei ragguardevoli esercizj della più sacra ed illibata Giurispruden- 
za, onde dal continuo trattare i maggiori affari della Chiesa egli ebbe mo- 
tivo d'essere, e noi l'abbiamo di crederlo , acceso della di lei santità, sin- 
ché cinto finalmente dei sacerdotali arredi salì al divino Altare. Da quella 
stretta unione di Dio coli' uomo chi non prende il più certo argomento di 
una fede viva, e di quella gioja saggia e durevole, che è il frutto d' una 
ragione pura, e d'una coscienza tranquilla? Della quale interna tranquil- 
lità e vera pace, se non è un fallace indizio il contegno esteriore, come 
non la mostrò ad ognuno il nostro Porporato Sacerdote conservando quella 
dolcezza di tratto, che non possono dare le dignità, ma la sola virtù, che 
rendendole affabili , le sa accoppiare colla Cristiana umiltà ? Per la qual 
cosa che egli fosse così umile nelF usare degli onori della più alta gerar- 
chia , come ei fu magnanimo nel meritargli , noi lo potremmo affermare per 
gi idizio pubblico; ma dobbiamo dirlo ancora di propria esperienza, poiché 
nella dimora, ch'egli fece qui fra noi, ci edificò grandemente colla sua mo- 
destia: trattò con ogni ordine, grado, e persona dell' accademico dominio, 
intervenne ai collegi, presiedè agli esami, ed entrò nelle scuole particolari , 
sicché poteste giudicare voi medesimi , se egli non fu più collega che su- 
periore, più amico che giudice, più uditore che Presidente, E' pur anche 
Cristiana la magnificenza de' suoi acquisti , perchè fatta servire alla libera- 



XXVII 

lità dei doni : e sarebbe ( non so tacerlo ) imprudenza grande il chiamare 
col nome d' ambizione quella istessa virtù , di cui vorremmo pure molti 
imitatori. Né alcuno mi dica essere la cortesia un'esteriorità, che riluce 
ancora nel Mecenate Gentile: poiché non è maraviglia, che il Mecenate 
Cristiano studiandosi di tutte avere le virtù , quelle abbia ancora di colo- 
ro , che né ebbero alcune ^ quantunque ragion volesse che dicessimo , che 
essi non avessero avute altre, che quelle, senza le quali non sarebbero sta- 
ti Mecenati . Nel Mecenate Cattolico noi consideriamo 1' illibatezza dei co- 
stumi, come derivata non solo da un cuore naturalmente ben fatto, ma for- 
mato dalla Religione , la quale non ristringe la beneficenza al solo oggetto 
di una cara benché savia passione, ma la estende verso tutti gli uomini, 
ed in questa parte voi già vedeste il Riminaldi non solamente Principe re- 
ligioso , ma degno d'ammirazione. Quanto egli fu crudele contro se stesso 
nella fuga dell' ozio, altrettanto si rese cogli altri gentile nel lodargli, for- 
te nel sostenergli, benefico Ugualmente coli' amico che coli' estraneo , per- 
chè con tutti sommamente benefico , e caritatevole coi più poveri , genero- 
so coi più vergognosi, e custode gelosissimo di pattuita segretezza (36) . E 
se io vi ho detto > che dobbiamo fermarci sulle dimostrazioni esteriori per 
iscoprire quell'interna bontà, che, per quanto gli era possibile , egli vole- 
va occultarci, che non ci palesano forse per una parte la di lui devozione, 
gli altari in tante chiese costrutti , i tempj o riedificati o adornati , i San- 
ti nazionali a maggior venerazione esposti, e quei vivi ed animati busti del 
divin Maestro ^ e dei dodici suoi primi discepoli, che di rara Ferrarese scul- 
tura fregiano la vostra magnifica Cattedrale , i quali pure , o si consideri 
la diligenza di ricuperargli , o il luogo dove collocargli, contestano, eh' egli 
era un Cittadino liberale , e un Mecenate Cattolico (37) ? Per 1' altra non 
palesano forse la di lui pietà i benefizj ad imitazione. dei di lui antenati o 
resi o ottenuti al grande spedale dei poveri infermi di S» Anna , ed alla 
casa de' projetti della vostra Ferrara, (38) e allo spedale di S.Ptocco in Roma 
(39) : opere , delle quali una sola fatta in un solo paese a giovamento di 
un solo genere di uomini miserabili e negletti basterebbe a distinguere l'uo- 
mo grande, 1' uomo di Stato, ed il vero Cristiano? Ma sono molti e pres- 
so che innumerabili gli effetti della indefessa e zelante carità , che in va- 
rie chiese, spedali, reclusorj , e confraternite di questa Città, e in più luo- 
ghi del suo Ducato, e in altri dello Stato ecclesiastico, e nell' istessa au- 
gusta Dominante esistono a pia memoria della viva fede del Riminaldi, on- 
de colla religione sua appunto egli supera il decoro, la virtù, e '1 merito 
di quei non pochi Mecenati^ che o ebbero la sventura miserabilissima di 
non professarla , o 1' ardita presunzione d' oltraggiarla . Che maraviglia in 
fatti , se in una setta nutrice di vergognosa ignoranza, e priva dell'appog- 
gio della Cattolica religione strettamente unita all' unico fonte della sapien- 
za, un Maometto IL, perchè con effimero o sforzo o Rimedi ragione si pro- 
vò d' invaghire le molli sue genti delle sconosciute dottrine ^ ne riportò ap- 



XXVIII 

punto queir istesso dolore , che risente una tenera madre , a cui vago ed ama- 
bile fanciullo resti in grembo miseramente soffogato (40) . Non renderem- 
mo noi medesimi da questo consesso letterario , che tanto venera le belle 
doti amabili , e prudenti e politiche ordinazioni > leggi, e novità degl' illu- 
stri Mecenati , grato omaggio ed ossequio a quel Carlo Federico così dichia- 
rato ammiratore degl 7 ingegni Italiani , che nella celebratissima Pisa al solo 
Conte Francesco Algarotti, come a suo Maestro , stabili un mausoleo de- 
gno d' un regnante discepolo ? Cosa però ce ne trattiene ? L' amarezza , in 
cui egli ci ha lasciati di non poterlo avere veramente nostro, come F amo- 
re che egli nutriva pei nostri letterati , ce ne mosse mille volte la spe- 
ranza , e ce ne coltivò sempre un sommo desiderio . Sarebbe stato allora 
il suo divisamento partecipe di quella pietà , che ispirò a quel grande orien- 
tale Vescovo la distruzione delle pestilenti eresie coli' istituire F altrettan- 
to antica, e a noi vicina, e sempre mai dotta e religiosa Università (41) . 
E qual santificante ardore di scienza non accese il petto di quel Cardinale 
Carlo Borromeo allora Legato , che con tanto zelo diffuse nelle provincie 
di suo dominio le cure piissime d' un santo Mecenate (42)? Ma dove mi 
trasporta la mia orazione, ed a quali sentimenti d'ingenua gratitudine , che 
mai non tacerebbe? Deh ti contenta anima grande del mioRiminaldi ; gra- 
disci, che un tuo Professore nelF Accademia > che pur anche è tua, in fac- 
cia di una nazione benignissima , la quale, se pianse la tua morte , ora esul- 
ta della tua gloria, benché privo d'eloquenza non esitò di liberamente espor- 
re e provare con argomenti degni di tutta la fede, che resterà nell'Univer- 
so qual vero e tuo proprio nome quello di Mecenate , sì illustre nel dot- 
to tuo genio , sì amoroso nella rettitudine e nella liberalità del tuo pa- 
triottismo , sì meritevole nella probità de' tuoi costumi e nella pietà della, 
tua religione , quanto io mi persuado , che te ne ricompensi quel Dio , alla 
di cui onnipotenza se di nuovo ti raccomandiamo , Tu noi tutti gli racco- 
manda, e la nostra Accademia , della quale, come fosti in terra F autore,, 
esser così ne devi il conservatore in cielo . 



XXIX 

NOTE ALLA DESCRIZIONE DEL FUNERALE. 

(i) II Tempio de PP. Conventuali di S. Francesco di Ferrara a croce 
Latina, di tre navate , d'ordine Lombardo, lungo piedi zoo., e nella cro- 
ciera largo piedi nò., era tutto addobbato. Coperte erano le venti colonne 
di marmo della maggior navata con sode riquadrature sul fondo nero. Dai 
diciaotto archi delle medesime sostenuti pendevano grandiosi e variati panni 
neri ornati di stilature è di meandri d' oro. Gli archivolti tutti, V architra- 
ve, e la cornice dell'ordine erano apparati di setini con frange d 'orò , ed il 
gran fregio tuti alt intorno del Tempio era coperto da riquadrature sul cam- 
po nero corrispondenti a quelle delle colonne. Per s'unii guisa erano ornate 
anche le due braccia della croce. La tribuna era parimente coperta di nero 
fregiato a" oro , e dai suoi arconi cadevano ricchi panni intrecciati da seti- 
ni, e frange d'oro. I^ci pilastroni della stessa tribuna e della croce erano 
coperti con broccati d'argento riquadrati di nero, e guerniti d'oro. 

(i) A comporre queste Iscrizioni e Motti fu dal Collegio dei Signori Ri- 
formatori espressamente deputato il Sig. Dott. Pasquale Amati Savignanese 
Professor primario di Giuspubblico e di Pandette nella Pontificia Università 
di Ferrara . 

(3) Un quadrato piano di sedici piedi per ogni lato , elevato per quattro , 
e collocato nel mezz° del piede della croce , serviva di base al catafalco . 
Sopra di questa base si èrgeva uno Roccolo ottangolare . I quattro lati mag- 
giori di questo Roccolo mostravano quattro grandi iscrizioni , cioè il Decreto 
dell' amplissimo Collegio, e l' Elogio tripartito dell'Emo Defunto, e i lati mi- 
nori mostravano gli stemmi gentilizi della Patricia Famiglia Riminaldi co- 
perti del Cappello Cardinalizio . Òli otto grandi candelabri portanti in tut- 
to settantadue doppieri erano piantati a due a due sui quattro angoli della 
base , e i quattro vasi fumanti erano piantati sui quattro lati maggiori dello 
Roccolo medesimo . Sosteneva finalmente questo zoccolo un attico a due pia- 
ni , sul primo dei quali posavano le quattro mentovate statue , e sulV ultimo 
la mentovata urna funebre . Il Genio volante era scoltura del Sig. An^ 
drea Ferrea defunto Scultore Ferrarese. 

(4) Questo padiglione baldacchino pendente dal palco del Tempio for- 
mato di panni neri e teli d oro dividevasi poi in quattro parti, le quali ve- 
nivano portate graziosamente da Genj volanti fino ai muri laterali della 
navata . Il Sig. Antonio Foschini Ferrarese pubblico Professore di Archi- 
tettura civile e militare nella suddetta Pontificia Università di Ferrara fa 
V inventore e il direttore di tutti questi addobbi del catafalco e del Tempio. 

($) Continuamente si celebrarono sagrifizj dalle ore /3. fino all' ore a/. 
ùi ventisei altari del Tempio * 

(6) Fu allungato il piano elevato della tribuna per tre pertiche . Sopra 
questo piano allungato, e coperto di arazzi ■> stavano disposte nel corno del 
Vangelo le sedie del Collegio de' Signori Riformatori e Ministri * e nel cor- 

h 



XXX 

no dell' Epistola la cattedra per V oratore coperta a lutto , e poscia segui- 
vano in circolo le sedie de' Signori Professori. 

(?) U orchestra allungata fino a cento e più piedi era ornata di un gran- 
de strato nero guernito di tocche e frange d' oro e a" argento . Era poi il co- 
ro composto di sessantasette fra cantorie suonatori . V introduzione alla gran 
Messa e il Kyrie fu del defunto Maestro di Cappella Sig. Pietro Macola 
Ferrarese , Accademico Filarmonico, il Dies irae estratto dallo Stabat raater 
del Pergolese fu del defunto Maestro di Cappella Sig. Pietro Berretti pur 
Ferrarese , le sinfonie furono del vivente Sig. Carlo Basi anche Ferrarese , 
il quale altresì fece da Maestro di Cappella , e finalmente le assoluzioni ed 
esequie a quattro parti reali furono del mentovato Sig. Mar\ola . 

(8) A comporre V Orazione funebre fu pure dall' istesso Collegio espressa- 
mente deputato il Sig. Dott. Petronio Ignazio Zecchini Cittadino Bolognese 
e Ferrarese , pubblico Professor primario di Medicina pratica nella medesima 
Pontificia Università di Ferrara. Elesse poi il Collegio dei Signori Riformatori 
i due mentovati Signori Professori primar/ al comporre le Iscrizioni, i Motti, 
e l Orazione funebre , sì perche primar] , sì perchè stranieri , e perciò im- 
parziali lodatori dell' illustre Ferrarese Defunto. 

NOTE ALLE ISCRIZIONI. 

(g) Il Collegio dei Signori Riformatori è composto di sei Patrizi della 
Città di Ferrara , l'elezione dei quali appartiene al solo Sovrano Sommo 
Pontefice , come dovrà meglio significarsi nelle Note inferiori. 

(io) Sopra la porta maggiore del Tempio al di dentro pendeva un gran 
quadro di quattordici piedi, il quale mostrava a chiaroscuro dipinta una don- 
na esprimente V Università in atto di accennare a varj Genj , simboleggian- 
ti le scien\e e le beli' arti , la perdita fatta d' un sì benefico Presidente col 
Motto lieti qualem &c. scritto sopra d'una medaglia portata da altri Genj . 
Fu V invenzione del quadro del Sig. Giuseppe Ghedini Ferrarese pubblico 
Professore di Pittura nella stessa Pontificia Università di Ferrara, ed eseguita 
dal Sig. Luigi Corbi Pittor Ferrarese. 

Si omettono altre Note dichiaranti i fatti del Sig. Card. Riminaldi asse- 
riti per tutte le Iscrizioni , perchè le dichiarazioni di tali fatti si danno 
nelle Note inferiori . 

NOTE A L V ORAZIONE FUNEBRE. 

(11) Sono veramente molti gli elogi, che onorano la memoria del Sig. 
Card. Giammaria Riminaldi nostro Pontifizio Presidente , e molti ne ha 
egli veramente meritati : io ne riferirò qui alcuni , giacché lunghissima co- 
sa sarebbe riportarli tutti. 

Monsìg. Claudio Todeschi nelle sue Opere filosofiche scrivendo al Sig. 
Card. Riminaldi si esprime così : scrivo in Roma. , e tutta Roma già vi ara- 



XXXI 

mira : parlando poi dei di lui meriti colla patria Università gli forma il ca- 
rattere d' illustre Mecenate encomiandolo , come segue: se colà rifioriscono 
adesso, come nelle età trascorse, le scienze , a voi in gran parte si ascri- 
va la gloria ed il vanto : Voi quello foste , che le provide leggi concepi- 
ste , onde dar nuova vita alla nostra Università , che approvate poi furono 
dalla santa mem. di Clemente XIV. , e dal nostro regnante ottimo Princi- 
pe Pio VI la nostra medesima Università, la quale godendo ora V ono- 
re di aver voi per illustre suo Presidente gareggia colle altre d'Italia nella 
dignità, e nello splendore. Così del nostro Mecenate scriveva un altro Pa- 
trizio Ferrarese , an\i V istesso Rappresentante di Ferrara in Roma . Il Sig. 
Abate D.Girolamo Barn ff aldi Ferrarese , secondo Bibliotecario dell' Università, 
neir orazione recitata al Collegio Accademico nella Chiesa di S. Giuseppe per 
V esaltazione del nostro Presidente alla Sagra Porpora ce lo dipinge un Cittadino 
benemerito colle seguenti parole. I nostri tardi nepoti e i posteri Ferraresi appena 
alle nostre storie lo crederanno, o credendolo dovran confessare , che citta- 
din più liberale e benefico del Riminaldi non è mai sorto, ne si ftcilmente 
vedrassi più sorgere tra queste mura . I Ferraresi sono pero molto amanti 
della loro patria , e non di rado vedono sorgere dei genj superiori , che ac- 
crescono la fama di quella cordialità , che gli distingue . NelV istessa occa- 
sione di pubblica allegrerà il Sig. Abate D.Andrea Bertelli anche Ferrarese, 
ed ora Lettore straordinario nella cattedra di Eloquenza , nelV orazione recitata 
nella Chiesa della Compagnia di S. Niccola ,pose in chiarissimo lume la re- 
ligione del nuovo Porporato Protettore di quella Compagnia, scrivendo di lui: 
L'Eroe , di cui parlo, fu ben d' altro conio; appreselo però ad essere, e 
dall'indole dolcissima del suo beli' animo, e dalla soavità de 1 costumi incor- 
rotti, e dalla naturai gentilezza, più però da quella religione santissima, 
che gli fu madre, succhiò egli col latte le di lei purissime massime, gl'in- 
segnamenti illibati, le divinissime leggi, e per tai mezzi regolando se stes- 
so spogliossi nelle sue azioni lodevoli d 1 ogni benché minimo sentimento di 
vanità , e tutto diresse alla gloria del Signor Dio, e a bene spirituale de' 
prossimi. V ornati ssimo oratore s era proposto di rappresentare nel Rimi- 
naldi un liberale Cristiano benefattore: io pero non cerco, se egli sì caro 
e buono esser potesse senr^a essere il nostro Mecenate , poiché già per tale 
il Sig. Bertelli stesso lo riconosceva ed esaltava : intendo bensì con quanta 
ragione parlando egli d" un Mecenate Sacerdote , Cardinale , e Patrizio Fer- 
rarese, abbia voluto particolarmente considerare in lui il pregio della religio- 
ne , che e pure il maggiore di tutti . Oltre di che il bel titolo di benefatto - 
re conviene tanto bene al Mecenate , che io non conosco il benefattore più 
grande del Mecenate; e benefattore fu infatti denominato il Re Stanislao, 
che nella classe nobilissima dei Mecenati ottenne un luogo assai distinto, co- 
me lo ha il Sig. Bertelli in quella degli Oratori Ferraresi . NelV Accademia per 
la medesima ragione tenutasi in Massa Lombarda volle pure il Sig. Abate D. 
Pietro Cordon celebrare il nostro Riminaldi, facendolo credere : nobile più 



XXXII 

per le sue, che per le altrui gesta, e Principe più per merito, che per ele- 
zione : e avvegnaché egli sembri guardarlo un po' di lontano , quando pero 
vi si avvicina , lo ravvisa subitamente per un Mecenate sì illustre , che sem- 
bragli risplendere nelV Italia , come nella sua Spagna V immortale Porpo- 
rato Ximene\: sotto il di cui governo , dice , erano gF ingegni tirati dalF 
ignobil oscurità indigente, e nella più splendida opulenza collocati . Il no- 
stro Mecenate per altro non ha dovuto, che io sappia, rendersi famoso con 
sì stupende metamorfosi . Quantunque tanti e tanti esclamarono a vicenda , 
che il Riminai di era dotto, forte di spirito, perito delle leggi, decoro di Ro- 
ma, speranza ed amore della patria, ed il primo dei Giureconsulti, io non 
ripeterò qui per esteso sì magnifiche commcndarjoni , forse bastando, che per 
tutte io trascriva da un autore anonimo bensì, ma elegante, un solo epigram- 
ma, il quale ne comprende molte , e le più grandi . 

Virtute hic tantum proavos supereminet omnes, 

Quantum axe in medio sol super astra micat; 
Doctus enim , fortisque animo , legumque peritus , 
Et decus est Romae , spes et amor patriae . 

Tralascerei bensì moltissimo di ciò, che toma a di lui vera lode, se ta-> 
cessi l'opinione, che ne aveva il Sig. Abate D. Onofrio P rat de Saba , perche uo- 
mo è desso pure agogni maggior lode degnissimo; sono perciò queste le di 
lui parole nel? Opera intitolata Borsi A test. Prosop. , nelV Epist. dedicata- 
ria pag. V. cohibere me non possum, quin tibi optimam mentem, singulare 
studium, Principe dignam munitìcentiam gratuler,quibus, et quanti scientias 
omnes facias, ostendis, et quanti ab tuis easdem existimes esse faciendas. 

(/2) Poteva veramente il Riminaldi essere lodato in mille guise tutte 
diverse , e tutte grandi , come quegli , che ha saputo mostrarsi sotto varj 
aspetti sempre degno d' ammirazione . Piacendo però di raccoglierne gli sparsi 
encomj in esatto compendio, per cui egli apparisce un Uomo illustre, un 
ottimo Cittadino^ un Principe religioso, come già £ era decantato più volte, e 
da più. celebri Scrittori , e sembrato , che il titolo di Mecenate tutti gli compren- 
desse , e nello stesso tempo si riferisse interamente al Sovrano Elogio , che la 
Santità di N. S. Papa Pio VI. gli fece nella Cedola di moto proprio conservata 
neir Università. Fra i molti stabilimenti &c.&c. pag. XXVII. §. XII. Ed essen- 
doci pienamente nota V integrità e grande sperienza di Mons. Giammaria 
rùninaldi Patrizio Ferrarese nostro &c. &c. in cui si ripone tutta la fidu- 
cia nostra , per aver egli dato sinora manifeste riprove del suo affetto ver- 
so la patria e le scienze, sostenendo per quanto vollero le sue forze l'Uni- 
versità stessa quasi cadente &c. &c. lo nominiamo perciò &c. Presidente 
e Direttore delF Università di Ferrara &c. 

(/?) Non v e opera umana così grande, che non incontri le sue oppo- 
sizioni e contrarietà . Il celebre Gautier ci avverte , che il famoso Gian- 
jacopo Rousseau nello sciogliere in disvantaggio delle sciente e delle arti 
la questione : se lo stabilimento di esse abbia contribuito a purgare i co- 



XXXIII 

Simi : ha voluto indirettamente attaccare la riforma della reale Accademia 
di Nana . Per là qual cosa egli si crede in debito di resistere alle massime 
pericolose, che il Rousseau avrebbe potuto imporre ed accreditare. V auto- 
re ( così il Gailtier ) che io combatto, è V apologista dell' ignoranza. . . 
Sembra desiderare , che si brucino le biblioteche .... Ma egli conta molto 
sopra i voti dei secoli venturi, e potrà avergli, non ne dubitiamo già, qua- 
lora ricaderà l'Europa nella barbarie, e sulle rovine delle belle arti Tigno- 
ranza e la rustichezza trionferanno. Convien pero credere , che non trionfe- 
ranno, e ne dovranno appunto i posteri la loro obbligatone a quegli illu- 
stri Mecenati, i quali nclV Europa sì sono con tutto V animo messi contro 
al minacciato sovvertimento delle facoltà . Ebbero pur anche le ultime ri- 
forme ed i nuovi stabilimenti delle Accademie Italiane i loro contraddittori, 
non pero dei Rousseau. Mi fa gran caso per altro, che un Accademia ab- 
bia potuto coronare il fiero attentato d' un Filosofo , che pur travedeva , e 
premiare il panegirico dell' abominevole ignorane 

04) Il Rousseau ha bel che dire, che egli ha preso motivo d esagerare 
contro le sciente , le lettere, e le arti dall' abuso, che se ne fi. L abuso 
e condannabile; ma come mai ne viene per conseguala il pregio dell igno- 
ranza ? Il Roi appunto assalisce di fronte V ignoranza medesima , che dal 
Rousseau si Vorrebbe esaltare: dimostra, che i Legislatori V hanno sem- 
pre temuta , che essa non estingue nel cuore umano il fomite delle pas- 
sioni, che è any la sorgente dèlie piti atroci e terribili operazioni , che diso- 
norano r umanità, e che per V opposto le sciente sono quei faggi , che 
guidano il nostro intelletto è la nostra volontà al conoscimento del vero, 
ed ali 1 acquisto della virtù. Confessa pero il Roi medesimo i gravi abusi 
delle belle arti: ma appartiene ai Sovrani il toglierli, ed ai Mecenati il 
regolare un affare , che merita V attenzione della più avveduta prudenza . Le 
dissertazioni del Rousseau, delGautier, e del Roi spettanti alt' accennato 
quesito = se lo stabilimento delle Scienze &c. Si possono leggere nella loro 
traduzione , che ne fece con molta esattela il Sig. Ab. D. Antonio Mello- 
ni nella raccolta degli opuscoli scientifici dell'anno 1760. stampati in Ferrara. 

(15) La storia de Mecenati e piena di bellissimi provvedimenti b ed e una 
parte della politica forse la più importante; non v è storico, il quale non 
porti le riforme delle Università , come le operazioni pili degne dei Sovra- 
ni, e le pili vantaggiose ai loro sudditi. Il secolo dei Medici è per questa 
parte uno dei più luminosi . Da qual profondo languore dovesse il gran 
Lorenzo richiamare l'antichissima Accademia Pisana , in pochi accenti colla 
robusta Stia latina eleganza ce lo ricorda il rinomatissimo e dottissimo Mons. 
Angelo Fabroni: De Laurentii Medicis M. Vita pag. 48. Effecit, et dice , 
ut essetPisis quaedarrt officina Sapientìae restittita nobilissimae Cavitati Aca- 
demia, quaé adeo siluerat , vix ut esse àmplius videretur. 

{16) Della nobile famiglia Riminaldi, e della propensione di essa per 
le lettere hanno scritto più Storici , fra i quali il Parinoli de el. leg. &- 



XXXIV 

tcrpr. 1. li. e. 120., Raffaele Adimari Riminese 1. a. p. gg^ed ultimamen- 
te il Baroni Memor. Stor. dei Lett. Ferrar. Voi. i. Fra gli uomini illustri 
di questa celebre prosapia risplende il primo Giammaria , che venne alla 
luce nel '434-, e si acquisto fra i Giureconsulti del suo secolo un nome 
distinto . Fu poi dal Duca Ercole £ Este annoverato fra i suoi consiglieri; 
pubblico colle stampe alcune legioni di Gius civile, e molti consigli legali. 
Giacopino fu eccellente non meno nelt insegnare la Giurisprudenza , che 
nel professarla . Occupo nella patria Università, la cattedra primaria di Leg- 
ge , e si vide perpetuamente circondato da copioso uditorio , fu lodata la 
sua destrezza nel comporre gli animi dei Principi, e molto più. la libera- 
lità nel favorire ed accogliere in casa propria gli uomini dotti , e sostenta- 
re le persone pie e religiose ; e perciò egli è anche più stimabile , che si potè 
procurare molta riputazione con una vita molto breve , poiché morì giovane 
nel /52$. Era Ippolito nato già nel /520. per riparare la di lui perdita , 
studio legge civile in Bologna sotto Ugo Boncompagni , che fu poi Papa 
Gregorio XIII. , da cui ottenne molte distinzioni ed onori. Fu spedito da 
Alfonso Duca di Ferrara a Milano per sommi affari: sostenne la cadente 
fortuna dello Studio di Ferrara , poiché per attestazione del Baratti tratta 
da quella di Renato Cato, si era ridotto quasi egli solo il Riminaldi a con- 
tinuare le sue pubbliche letture, essendosi o ritirati, o sbandati gli altri 
lettori . Con quanta ragione non ho io dunque detto, che doveva con molta 
efficacia parlare al cuore del nostro Mecenate V esempio de' suoi Maggiori , 
se V essere Mecenate sembra un retaggio della famiglia Riminaldi ? 

(17) Ebbe Ferrara in ogni tempo famiglie illustri per uomini di guerra e 
di lettere tanto sotto il maestoso governo dei politici e dotti Estensi, quanto 
nei seguenti secoli del dominio della Chiesa, ed alcuni ebbero la sorte di vive- 
re sudditi alla Casa d' Este, indi di sperimentare i primi il nuovo e felice Im- 
pero del Romano Pontefice , siccome il Guarirli . Non è questo il luogo di 
molto estendersi nella storia delle ragguardevoli famiglie di Ferrara . Gli eru- 
diti sanno abbastanza , che pub vantarne molte e famose : onde renderanno 
giustizia al Riminaldi a" averla nuovamente illustrata colla riforma della 
Università . Desidererei pero grandemente , che questh argomento venisse con- 
siderato con molta atten^oue ; e perciò non vorrò pentirmi £ essermi fermato 
sopra di esso alquanto più , che io non avrei voluto : non può non interes- 
sare ogni buon cittadino , come seppe un giorno movere V affetto di quegli 
uomini saggi, che, siccome il Gaza, il Patrizio, il Leoniceno, il Lusitano, 
il Zeiglero, V Ancarano, il Tasso, e tanti altri, a questa città sì volentieri 
si recarono. Qui mi nasce un dubbio , che non ardisco di sciogliere, se essi 
cioè vi si recarono per renderla più celebre colla loro dottrina, o se per ri- 
cevere onore dalla di lei celebrità . Monsig. Todeschi unitamente al Sig. 
Abate Andres porge ragioni assai belle per poterlo sciogliere, e fra le altre 
si prevale dell'autorità del sunnominato Patrizio, il quale chiamato dal 
Duca Alfonso gli scrive: che egli ha raccolto sotto la sua magnanima prò- 



XXXV 

lezione tanti uomini egregj in ogni disciplina , che non v' è Principe , che 
possa dire d 7 andargli al pari . E Alberto Lollio asserisce apertamente esse- 
re lo Studio di Ferrara pieno di uomini dottissimi ed eloquentissimi ; e ri- 
corda la grata e dilettevole conversazione di tanti spiriti pellegrini , i quali 
mossi dal desiderio d'acquistar la virtù da tutte le parti d' Europa quasi a 
stuolo in questa patria concorrono . Ma io ni avvedo benissimo , che muo- 
vo in molti un grandissimo ardore di più sapere in questa storia , che io non 
posso qui esporre. Il Ch.Sig. Dott. Fri^a Segretario primario di questo Pub- 
blico promette di render paga una sì dotta curiosità . 

(18) Avendo la nostra Università conceduto un decoroso ricovero alle bel- 
le arti di Pittura , Scultura , e Architettura , ha essa palesato abbastanza , quan- 
to onori la fama di quei Professori, che riempirono il mondo de loro nomi, 
ed arricchirono i Tempj , le gallerie, e le Città più nobili coi sontuosi pro- 
dotti, ed opere stupende delle celebrate e maestre loro mani. A quelli, che 
si sono nominati nelV orazione, possono aggiugnersi fra i Pittori Ferraresi Gi- 
rolamo Carpi, Giuseppe Marioli detto il Bastardo, Ippolito Scarsellino , 
Cosimo Tura detto Cosmi , Lorenzo Costa , Giuseppe Cremonesi , e fra gli 
Architetti V Aleotti, il Novara, e il Munarelli, i quali dichiarano la feli- 
cità dell'artificio e fantasia dei cittadini Ferraresi, atti e per indole e per ge- 
nio ad ogni culto d'arti non meno che di scienza, il che, ne sono ben cer- 
to, apparirà anche più in avvenire, allorché si coglieranno i bei frutti del- 
la perita diligenza, con cui procura i successori al proprio valore il nostro 
Professore Sig. Ghedini , che nella senile sua canute\\a conserva ( fino a 
parere un miracolo) i tratti pili gentili e vivaci , che caratterino V ardo- 
re del suo ingegno , e V illibate^a de' suoi costumi . 

f/q) Avendo dunque Ferrara tanto nome nella dottrina , non poteva il 
Riminaldi non vedere la ragione grandissima, che ella aveva di mantener- 
lo. Non era pero essa sola in Italia, che nelle sue scuole si credesse abbi- 
sognare di nuovo regolamento. Era già stata riformata poco prima la Rea- 
le Università di Parma dal Duca Ferdinando ottimo Principe ,e vero esem- 
pio dei Mecenati religiosi. Il Giraldi dedicando a S. A. R. le tavole ana- 
tomiche di G.D. Santorini ne parla nella seguente maniera. Et sane prae- 
ter amplissima praemia quot annis constituta eximiis ingeniis , quae sive in 
pictura,sculptura,architectura,sive in re tragica et comica caetens palma» 
praeripiunt, lectissima et copiosissima biblìotheca , ìnstructissima omni for- 
marum genere ad miraculum usque typographìa , bonarum artium incremen- 
to excitata splendidissima Academia , Archigymnasium instauratum , ac tnbus 
theatris anatomico , physìco , chimico magnificenter locupletatimi , quantum 
tibi artes , quantum litterse debeant, luculentissime palam faciunt .... Illa 
vero multo majora .... integerrimi^ religionis sanctissimae cultus ac stu- 
dium , animi magnitudo . . . Merita in oltre di esser letta V orazione inau-^ 
gurale del P. Prof P agnini Carmelitano recitata nelV istessa Università di 
Parma V Anno t?G8. Pochi anni dopo la nostra fece seguire in Modena la 



XXXVI 

riforma delta sua il Duca Francesco li. , e fra le altre dottissime orazioni 
recitate per le di lui lodi e degnissima quella del Sig. Cav. Rosa Pri- 
mario di Medicina in quella Università ricca mai sempre di valorosi Scrit- 
tori , e Maestri d' ogni facoltà . Ila parimenti di bel nuovo onorata dei di- 
ritti accademici la sua coltissima Siena il Gran Duca Leopoldo I. , oltre le 
nuove costituzioni emanate , e nuove cattedre istituite nei ricchissimi Mu- 
sei , negli orti bottatrici, e negli spedali di Firenze , e di Pisa. Sono pure 
altre contemporanee , altre posteriori le disposizioni scolastiche date in Man- 
tova , in Milano , in Pavia da Giuseppe IL, senza qui ricordare la moder- 
na legislazione formata nella Università di Padova dalla Repubblica Ve- 
neta, la quale agV innumerevoli diritti, che ella ha alla gloria , unisce prin- 
cipalmente quello di allettare con onori e Con premj i pia celebri luminari 
a" ogni arte e £ ogni scienza , e di prevalersi dei loro sperimentati talenti 
in aumento del suo celcbratissimo Archiginnasio . NclC enumerare , che ho 
fatto , le riforme istituite ed adottate nelle varie Università , potrebbe for- 
se sorprendere non poco il vedere, che quasi il solo Ateneo Bolognese ga- 
reggiando esso pure coi più favoriti dalla pubblica venerazione non ha ve- 
duto in questi ultimi tempi alcun Legislatore , che lo sottoponga ad un 
nuovo e più perfetto metodo di disciplina e di scuole . Ma sarebbe egli 
mai, perchè quei Professori hanno saputo prevenirlo ? Non si deve già cre- 
dere, che il solo motivo di riformare le Università nàsca da coloro, che le 
compongono , poiché ciò supporre si potrebbe in loro disdoro : V e una pia 
vera e più forte ragione di farlo, ed è quella delle nuove scoperte, che fan- 
no , per così dire, mutare interamente il metodo d 7 insegnare . Un solo Ar- 
veo , un solo Newton , un Galileo , un Cartesio , un Malebranche basta per 
costringere tutte le Università del mondo a rimovere molte cattedre, ed in- 
trodurre nuovi precettori , che il frutto distribuiscano delle nuove costnixio- 
ni. Non può negarsi, che fu Bologna una delle prime Città, nella quale 
alcuni Accademici , che poi furono i primi Professori neW Istituto delle Scien- 
Zc,( compie quest'anno un secolo) prevennero tutte le peripezie delle facol- 
tà fisiche e matematiche, le ricettarono tutte, e a" idonei coltivatori le prov- 
videro . Il Conte Luigi Ferdinando Marsigli , il di cui nome non è stato 
meno terribile ai nemici della Corte Cesarea , che caro ai Letterati dell 7 
Europa, tratto soggiornando in Roma la fondazione dell 7 Istituto, e la ef. 
fettuo colla generosa donazione delle sue erudite suppellettili. 1 meriti mo- 
rali , politici, militari, e scientìfici di quest illustre Patrizio Bolognese so- 
no raccolti, ed egregiamente descritti nella dotta ed elegante vita, che ne 
ha tessuta e pubblicata V ornatissimo Signor Conte Giovanni Fantu^i . Gli 
accademici dell 7 Istituto eternarono già la memoria del loro benefattore 
facendo coniare dal celebre Sant 7 Urbano una medaglia col di lui ritratto, 
e colla dedicazione in questi termini: Bonort. Scient. Acad. Socio, et Moe- 
cenati Opti. An. S. MDCCXXXL e neW atrio della biblioteca nclV istes- 
so Istituto fu innalzato nel /76-7. un elegante busto di marmo , che rap- 
presenta il Marsigli in abito militare. 



XXXVII 

(io) Potendo qualunque Studio più o menò finire, a mantenere però il no* 
me di una città bastò più volte un solo letterato; non è poi da negarsi, che 
dovendosi prevedere non molto lontana la di lui perdita , non sia opera, de- 
gna £ un Mecenate il procurare con sollecitùdine i mezzi di ripararla . Il 
pia sicuro è quello di vegliare all' istituzione della gioventù. Vivevano in 
Ferrara molti uomini celebri, quando il Riminaldi unitamente ad essi me- 
ditava di rianimare le sciente della sua Patria : ma due dei più rinomati, 
cioè il Barotti ed il Varani contavano moltissimi anni . Questi due soli onorano 
abbastanza V epoca della riforma. Ciannandrea Barotti aveva reso palese il 
proprio merito con molte produzioni applaudite dalla Società letteraria ; ne vera 
letterato, che non lo tenesse in grandissima stima. Fra tutte le di lui opere 
e in sommo pregio il primo volume delle memorie storiche degli uomini il- 
lustri di Ferrara, in cui alla sagacità del critico discernimento , alla subli- 
mità degli uomini descritti e lodati , ed alla purgatela dello stile nello 
stesso tempo pieno e conciso , s' unisce una magnificenza tipografica, che tut- 
ta in se raccòglie la maestosa dignità dei nobilissimi soggetti di quest'opera 
illustre , e fa quasi indovinare a chi pure lo ignorasse , che allo splendore 
di essa , oltre la cooperatone a" altri cittadini , vi ha in gran parte contri- 
buito la consueta munificenza del Riminaldi . Quindi è , che la stessa ricca 
eleganza di questo volume rende tutti bramosi del compimento , tanto più che 
questo sarà opera del celebre Sig. Abate D. Lorenzo Barotti emulatore vir- 
tuosissimo della gloria paterna, ed uomo ornato di facondia sì seria , eh 7 egli 
è V ornamento della nostra lingua , e ne fanno prova molte sue oper? , e 
principalmente quelle sacre lezioni , che furono in Bologna ascoltate con. 
tanta ammirazione dal fiore di quella Letteratura. V istesso Gian Andrea 
Barotti aveva pure lasciata fra le sue opere Mss. la biblioteca degli Scrit- 
tori Ferraresi i/Z Card. Riminaldi ebbe in animo di pubblicarla, e già ave* 
va date connissioni per farvi aggiunte così al numero degli autori, e delle 
loro opere, come alle note critiche lasciate dal Barotti medesimo, e per far- 
le uscire con rami ed altri sfoggi tipografici, ma la morte gli ha impedito 
d eseguire anche questa gloriosa risoluzione . Posso io però sperare , cK egli 
abbia lasciato ai altri il merito di una ugualmente gloriosa esecuzione? Che 
diremo pòi del Varani ? Di D. Alfonso dell Eccellentissima Famiglia Va- 
rani di Camerino, e delle giustissime di lui lodi è piena ancora Ferrara , e 
tutta V Italia . Egli arrecò gran lustro al tragico Teatro ed alla Poesia Li- 
fica colla robusta sua poetica insieme e filosofica eloquenza . Un pensatore 
poeta e dotto, quale egli era, che sollevava la fantasia ad una sublimità 
mirabile, nato pia per le anime che sanno, che per gli spiriti di mezzana 
eruditone, ha saputo però piacere a questi ancora cogli scherzi di quella 
Bernesca poesia, che sembra incompatibile coli' eroica e colla Pindarica. 
L' aureo di lui carattere, e V urbanità del di lui tratto gentile e Cristiano 
è già impressa nell'animo dei suoi concittadini, che mai non lo dimentiche- 
ranno . ÌS edizione delle opere di questo segnalato Poeta , ed in particolare 

k 



XXXVIII 

V originale elevatela delle divine Visioni recheranno una gioconda sorpresa 
a quel mondo , che con tanta ansietà le aspetta . 

(zi) Era dunque Ferrara dovilo sameute provveduta d'uomini saggi, quan- 
do la S. M. di Clemente XIV. si assunse il magnanimo pensiero di rifor- 
mare la nostra Università, come dal Breve , che incomincia: Scientiarum, 
optimarumque Artium &c. &c. 

(22) Dall' istesso Breve apparisce V istituzione del nuovo nobilissimo Collegio 
dei Signori Riformatori unitamente al Sig. Giudice de' Savj ; e furono allora 
eletti il Sig. March. Ercole Rondinelli, il Sig. March. Guido Villa, il Sig. 
Conte Achille Crispi , il Sig. Conte Antonio Modoni, il Sig. Conte Agostino No- 
vara essendo Giudice de 1 Savj , che nelV anno medesimo della riforma rinun- 
cio alla carica di Riformatore, e dal generale Consiglio vi si sostituì il Sig. 
March. Francesco Calcagnini: al defunto Sig. March. Ercole Rondinelli, 
che ì era certamente adoperato moltissimo in vantaggio della riforma, tal- 
mente cioè che pareva essere essa cosa tutta sua , venne surrogato il Sig. 
Conte Cesare Mu\\arelli, ed insieme entro nel Collegio Pontificio il Sig. 
Marchese Francesco Gavassini : V Accademia soffrì alcune vicende, e il Sig. 
Conte Giuseppe Fiaschi, il Sig. Conte Luigi Pwndinelli ,e il Sig. Conte Co- 
simo Masi vennero dalla S. Sede Appostolica dichiarati Riformatori nelV 
anno 1771. per la rinuncia dei Signori Marchese Guido Villa , Conte An- 
tonio Modoni , e Conte Cesare Mu\yp.relli . Il Sig. Conte Cosimo Masi asce- 
se alla dignità di Giudice de' Savj, e compitone V anno si spoglio della ci- 
vile insieme e dell' accademica maggioratila ; il perchè V Università fece 

V acquisto del Sig. Conte Giuseppe Scrofa . Accaduta poi nel //82. una 
nuova dispiacente rinunzia , che privo il patrio Liceo de' Signori Marchese 
Francesco Calcagnini e Conte Fiaschi, vestirono la scolastica superiorità i 
Signori Conte Stefano Gra^iadei , e Conte Giovanni Cremona . Né qui si 
riposarono le rivoluzioni del nostro Ateneo , poiché nel 1788. il Sig. Conte 
Giambatista Saracco sedette Riformatore hi luogo del Sig. Conte Giovanni 
Cremona , al quale per decreto del S. P. rimase il titolo di Riformatore 
emerito. Oltre i Giudici de Savj già nominati parteciparono del dominio 
letterario durante la eccelsa loro Giudicatura i Signori Conte Ercole Lolli 
Brancaleoni , Conte Giambatista Oroboni , Conte Francesco Mosti , Conte 
Pietro Todeschi, e Conte Michel Angelo Prosperici quale è stata per uri 
triennio prorogata la maggiore delle Ferraresi Magistrature . La sola enu- 
merazione di tanti illustri Personaggi manifesta la nobiltà e V importanza, 
di questo gran Collegio, dalla di cui vigilante prudenza ed imparziale giu- 
stizia dipende V ingenuo vigore delle lettere, la meritata prosperità dei Let- 
terati, e la scientifica educazione della Ferrarese non meno che straniera, 
gioventù, la quale non può ignorare, in quali' scuole essa riceva le elemen- 
tari notizie £ ogni arte e d' ogni scienza , e non più non accendersi di un. 
sonino ardore per esse Rammentando che nello stesso luogo le appresero un 
giorno con tanto loro profitto un Cardinale Pietro Bembo , un Niccolò Co-, 



XXXIX 

pernico , un Aldo Manuzio , un Felice Peretti poi Sisto V. , un Ippolito 
Aldobrandino già Clemente VIIL, un Mario Mol^a , e tant altri, che il 
loro nome devono alla Scuola Ferrarese . Non deve pero essere oggetto di 
stupore , che nella perpetua carica di Riformatore si siano tante volte cam- 
biati gli amplissimi possessori della medesima, poiché non alcuni privati ed 
occulti motivi , i quali non parlano al cuore £ uomini saggi e nobili, ma 
le moltiplici incombente e le occupazioni varie , le quali tutte per se vorreb- 
bono i principali personaggi, determinarono i nostri Riformatori a dimettere 
un così splendido officio , alle di cui vaste cure temettero essi , siccome mo- 
desti estimatori della somma loro prontezza e vigilanza, di non potere ab- 
bastanza soddisfare. La novità ha ciò di proprio, che mentre alletta chi la 
sperimenta, stanca chi la procura, e nel suo approssimarsi alla perfezione 
produce spiacevoli alterazioni e vicende incomode: quindi è che nella pre- 
sente calma delle accademiche costituzioni non v'ha luogo a temere, che i 
Signori Conte Luigi Rondinelli, Conte Giuseppe Scroffa , Conte Stefano Gra- 
ziadei, e Conte Giambatista Saracco, i quali uniti al Sig. Giudice de' Sa- 
vj Sig. Conte Michel Angelo Prosperi compongono V odierno Collegio, non 
siano per conservarsi nella perpetua reggenza dell 7 Università, la quale e 
per essi così felice , che nelV interno suo regolamento non si accorge in mo- 
do alcuno a" aver perduto il proprio amoroso e sagace Presidente : anzi ( se 
mi è lecito il dirlo ) si promette la medesima di ottenere col mezzo dei 
moderni suoi Regolatori ogni maggior avanzamento delle scienze fisiche, 
le quali siccome si sono vedute nel nostro secolo ingrandire la fama degli 
altri Licei , così erano divenute un oggetto degno delle premure del nostro 
Presidente , avendone egli fra V altre cose data una plausibile dimostrazione 
al nostro Collegio coli' approvare V applaudita destinazione del Sig. Dott. 
Ippolito Zaffarmi alla cattedra di Fisica già vacante per la morte del Sig. 
Corbi . Il nuovo Professore premunito delle pili profonde matematiche disponeva 
le sue istituzioni a quella dottrina e perspicuità , che si potesse desiderare da 
tutta V Accademia , e principalmente da qui Professori , le di cui scuole 
hanno la buona fisica per fondamento . Ma in tanto che io scrivo , il Sig. 
Zaffarmi cessa di vivere . 

(23) Si fa qui menzione del P. Ab. D. Mauro Soldo Benedettino paffato dal- 
la Cattedra di Logica e Metafisica ad essere Abbate nel Monastero di Bre- 
scia sua Patria, ora in quello di Bergamo. Ci è sempre grata la di lui 
memoria, ed i suoi alunni gli fanno onore. Egli era d' una società nobile 
ed amatissima , cortese quanto mai nel partecipare ad altri le sue cognizio- 
ni, ed a procurar loro applausi colla sua dottrina. Si ricorda con somma 
lode il Sig. Professore Primario di Pandette Bartolommeo dei Bartolommei , il 
quale si trasferì a Parma in qualità di R. Consigliere . Egli fu il primo fra 
di noi , che dopo la riforma occupasse la cattedra primaria di Legge , e sep- 
pe colla sua dottrina ed eloquenza procurarle tutto quel lustro , che non 
avrebbe potuto per se stessa vantare. Non si porrà giammai in dimen- 



XL 

tican\a il sapientissimo Padre Lorenzo Altieri Min. Conventuale Profes- 
sore di Teologia, il quale si era già reso celebre colle sue Istituzioni filo- 
sofiche . Abbandono la cattedra della nostra Università per assumere la Reg- 
genza nel Collegio Romano di S. Bonaventura . Omesse pero tutte le lodi, 
che egli meriterebbe , pub valere per tutte la molta stima, in cui egli era 
tenuto dal S. P. Clemente XIV. 

(24) Rimane viva in ragione dei loro meriti la memoria dei Professori 
nominati , e tra essi ha sortito un sommo onore il Bellini , le di cui lodi 
furono fra le funebri esequie celebrate dal Sig. Abate D. Girolamo Ferri 
di Longiano già nostro Professore di Eloquenza, e questi poi ha ottenuto 
dal Riminaldi un monumento , che esiste nella Chiesa di S. Francesca , e 
che e il seguente . 

? 

A. X. Si 

HIERONYMO. FERRIO 

DOMO . LONGIANO . IN . AEMILIA 

RHETORI . CIBARISSIMO 

ACADEMIAE . PONTI F . FERRARIENSIS 

SACERDO TI . PROBO 

QVI . VIXIT . A. LXXllit. M.IlI . D. XXlI 

OBIIT . V . KAL . QV1NCTIL . A . MDCCLXXXVl 

IOHANN . M . RIMINALDIVS 

S . R . E . PRESB . CARDINALIS 

ET . PRAESES . ACADEMIAE 

HEIC. PROPE. TVMVLVM 

S. S. M. P. I 

Quello poi che fu innalzato al Sig. Migliore già Prefetto dell' Univer- 
sità si ritrova nel magnifico Tempio di S. Maria in Vado. 

(z$) U ergere nel Panteon un busto alV immortale Pietro Trapassi detto 
il Metastasio , è dessa un impresa degna di tutta la nostra ammirazione? 
Leggiamone V iscrizione > che V accompagna , e sperimentiamone il giusto 
compiacimento . 

PETRO. METASTASIO 

CIVI . ROMANO 

PRINCIPI . ITALICI . DRAMATIS 

IOAN . MARIA . RIMINALDVS 

FERRARIENSIS . PRESB . CARDINAL 

ANNO . MDCCLXXXVII 

NE . VIRO . VBIQVE . GENTIVM . CLARISSIMO 

HONOR . IN . PATRIA . DEESSET 

•Che se non bastano queste auree parole a convincerci della grandiosità di 
questo monumento , formiamone un quesito, e confidiamolo ad un valoroso 
Poeta, poiché pub egli scioglierlo anche all' improvviso. Così di fatti si di-" 



XLI 

porto il Sig. Prior Cadetti , allorché , come il tutto si riferisce in un foglio 
dell' Effemeridi Romane stampato in Roma pel Casaletti nelV anno i?88. , 
provoco il celebre improvvisatore Sig. D. Gianni a versare spontanei applau- 
si sulla magnifica attestazione di stima data dal Riminaldi al Metastasio 
colla stanza seguente* 

Con mesto ciglio il Genero d 1 Augusto 
Del Panteon guata le sformate mura , 
E nuovo ivi godere onor vetusto 
Il merto , 1' amicizia , e 1' impostura , 
Ma nel mirar di Metastasio il busto , 
Di Riminaldi atto pensiere e cura , 
Tornò lieto agli Elisi ; e al Porporato 
Per man di Fidia alzò busto onorato. 
Al nobile quesito rispose elegantemente il Sig. Gianni introducendo Agrìp- 
pa ad encomiare il Riminaldi nelle stanne che qui riporto . 
Vili. Intanto i limi dal ribrezzo oppressi 
Del tempio il Fondator alzò tre volte, 
E guardando que 1 volti in marmo impressi 
Dagli occhi s' arretrò le chiome sciolte : 
E in veder Metastasio in mezzo ad essi, 
Come sol tra le nebbie al fango tolte, 
Discior S 1 intese dalle labbia pronte 
D' eloquenza immortai rapido fonte . 

IX. O Tu che poggi dell 1 onor sul monte, 

Armato di prudenza e di consiglio, 
Deh m' odi o tu vendicator dell' onte^ 
Che afflissero di Roma il Vate, il tìglio; 
Tu Riminaldi , le cui gesta conte 
Giunser su i campi dell 1 eterno esiglio, 
Onde i vati cantar == s 1 applauda il Giusto 
Ch 1 ai danni riparò del tempo ingiusto. 

X. Salve o gran Genio emulator d 1 Augusto, 

Salve o prode cultor del merto vero , 

Merto che sorge qual novello arbusto 

Tra Noto il crudo , e l 1 Aquilone il fero i 

Delle mie glorie lo splendor vetusto 

Teco partir umilemente chero; 

Qual con Cesare un giorno in foggie nuove 

L'alto impero divise il sommo Giove . (*) 
Quindi una Nota così dice. 

(*) Divisura imperium cum Jove Caesar habes . Le lodi al genio benefico 
dell'Emo e Rmo Sig. Card. Riminaldi nume tutelare dell 1 Università di Fer- 
rara non possono restringersi in pochi versi e in brevi note. 

I 



Mìl 

(16) II Ch. Cav. Ab. Girolamo T imboschi , a cui è debitrice V Italia 
d' uno splendore , che per V addietro non ha giammai goduto , parlando de- 
gli Scaligeri autori delle sciente i rapporta esso pure nel T. V. della Storia 
della Letteratura Italiana pag. 24. non poche ter\e rime del Dante, fra le 
quali degne sono di riflessione le seguenti. Par. C. XVII. 

Le sue magnificenzie conósciute 

Saranno ancora si , crT i suoi ni mici 

Non ne potran tener le lingue mute. 
Nel che, oltre alla magnifica espressione del divino Poeta, serve grande- 
mente al decoro di quei Mecenati Veronesi, che un sì grand 7 Uomo, come 
sen\a dubbio lo è il Sig. T imboschi , dimostri £ impegnarsi grandemente 
per celebrare la fama dei protettori delle arti e delle sciente . Il giudizio di 
lui gli ristora abbastanza delle loro cure , e lusinga vivamente chi e egual- 
mente grande per imitargli. 

(17) Di quanto sia debitrice V Università di Ferrara alla sovrana eie- 
menaci di Pio VI. , lo dichiara apertamente la cedola di moto proprio , che 
incomincia : Cum multa sapienter a llomanis Pontificibus Decessoribus no- 
stris constituta sunt , tum illud providissimum flirt , quod in celebrioribus 
ipsorum , mine nostrae Ecclesiasticae Ditionis Civitatibus studiorum genera- 
lium Universitates et Academias vel instituerint , vel pridem institutas pri- 
stinae celebritati famae reddiderint,easqué &c. Alcuni day, i ritratti di essi, 
o sieno antichi o moderni , il prezzo del sale , e simili proventi air Università 
assegnati formano quel ricco aumento, che essa ha ottenuto dal Regnante 
Sommo Pontefice. Non pub però presentarsi mài alla nostra Accademia alcuna 
pubblica occasione, in cui non debba alzare la grate sue voci in lode di sì 
gran Monarca . Che se io volessi ripeterne i giusti enconj , sarei forcato ad 
intessere una novella orazione , e fia pero bene , che io mi riporti a quella, 
che De summa Pii VI. P. O. M. in Poatiiiciam Ferrariensem Academiam 
Beneficentia recito per V apertura delle scuole V anno MDCCLXXIX. , e 
per ordine dclV amplissimo Collegio de"* Signori Riformatori pubblico col" 
le stampe il suddetto valoroso ed erudito Abate D. Girolamo Ferri: noti 
y 1 e pane d 1 essi , che non meritasse di essere qui riferita , si riguardino 
le virtù di quel Pontefice, che vi si esalta-, si consideri V eleganza, con 
cui viene esaltato: basterà, pero il riferirne le Seguenti parole . En vero qua- 
si sibi parva essent , aeternum voluit a pud vós exstare benevolentiae pignus, 
ut P.o VI. plus debeatis, quam Bonifatiis, quam Urbanis, quam Clemen- 
tibus . . . Perierat , mihi credite , beneficiurti, nisi Deus mentem Vicario 
suo hanc injecisset, ut illa multa stabilieiìda existimaret.^f//^ quali genero- 
se ordinazioni mette il colmo di beneficenza e di gloria £ istituzione della 
Prefettura occupata per la prima volta dal celebratissimo Sig. Abate Don 
Ignazio Monteiro uomo £ integerrima probità, versato in moltissime disci- 
pline , e benemerito della filosofica facoltà per le eruditissime sue Istitu- 
zioni . 



XLIII 

(28) II marmo è posto alla Scala, e vi è espressa il seguente monu- 
mento . 

PIO . VI . P . O . M 

OB . ACADEMIAE . DIGNITATEM 

AVCTO . CENSV 

PRAESIDE . DESIGNATO 

PRAEFECTVRA . STVDIOR . INSTIT 

NOVIS . LITTER . LVDIS . APERTIS 

AEDIBVS . AMPLIFICATA 

RESTITVTAM 

PRAÉSES . ET . VIVIR . COL 

PRIVILEGIIS . DENVO . ORNATVM 

FAVTORI . 1NDVLGENTISS 

H . M . PP 

KAL . NOV . A . CD . IDCC . LXXX 

fig) Poiché lo stesso Sommo Pontefice sempre intento a profondere be- 
flèjiy applicò a questo nostro spedale di S. Anna un annuo reddito , che 
per la sua generosità renderebbe tutti maravigliati , se non fosse dono di un 
Pio VI. , e poiché esso di più gode molti e pingui legati , ed i caritatevoli 
sussidi di alcuni distinti Personaggi , può asserirsi , che deve lo stesso an- 
noverarsi, siccome fra i più decenti, così anche fra i più dovi\iosi dello Sta- 
to Pontificio , e convien credere , che saranno in esso accolti con sommo 
amore i poveri infermi, ed assistiti con Cristiana opulenta. Io riporterò qui 
le due memorie, che si leggono all'ingresso dello Spedale medesimo , giac- 
che la prima rende pubblica la pietà del Sovrano , e la seconda il %elo del 
nostro Mecenate, e quello de' suoi Maggiori. 

COMMVNE . HOC 

INFIRMAE . HVMANITATIS . PERFVGIVM 

PIVS . ILLE . SEXTVS . P . M 

FERRAR1ENSIVM . PRINCEPS . AC . PATER 

DATIS . LITTERIS . CLEMENTIAE . PLENISSIMIS 

DITISSIMO . AVXIT . ANNVO . REDITV 

ET . VT . TANTI . PRINCIPIS . BENEFICENTIAE 

VTRAQVE . IN . POSTERVM . CONSPIRARET . POTESTAS 

FERRARIENSI . LEGATO . ET . ARCHIEPISCOPO 

CVRANDVM . TRADIDIT 

ANNO . CIDIDCCLXXXIV 

FRANCISCO . CARD . CARAFA . LEGATO 

ALEXANDRO . CARD . MATTHEIO . ARCHIEPISCOPO , 

SED . NE . FACTI . MEMORIA . EXCIDERET 

FERDINANDVS . CARD . SPINELLIVS . SVCCESSOR . LEGATVS 

TITVLVM . GRATI . ANIMI . TESTEM . PONI . IVSSIT 

ANNO. CIDDCCLXXXVII 



XLIV 

IOANNI . MARIAE . RIMINALDO 

PRESB . CARDINALI 

QVOD . CIBARISSIMA . MAIORVM . SVORVM 

ANGELI . ET . NICOLAI 

EXEMPLA . AEMVLATVS 

IN . VALETVDINARl . COMMODA 

SCVTATOS . MILLE . NVMMOS 

QVOTANNIS 

EX . VECTIGALI . ANNONAE . SALARIAE 

ADTRIBVENDOS . CVRAVERIT 

CARDINALES . PRAEFECTI 

ANNI . M . DCC . LXXXVI 

CIVI . PATRIAE . AMANTISSIMO 

Non essendo abbastanza espressa nel marmo la saviìssima obbligazione in- 
giunta da S. S. allo spedale , essa e specificata e chiara nella cedol. di 
mot. prop. Cum multa sapienter a Romanis Pontificibus al §. XIX. Per ciò 
finalmente , che spetta 1' uso e 1' impiego delle somme in vigor della pre- 
sente Costituzione da Noi assegnate all' Ospedale di S. Anna . . . obbli- 
gando però perpetuamente lo stesso Ospedale a fornire alla Università in 
ogni occorrenza i cadaveri per le private e pubbliche sezioni Anatomiche , 
e di somministrare tutti i mezzi e comodi necessari allo studio pratico di 
coloro, che si applicheranno allo studio di Chirurgia, Medicina, ed Ana- 
tomia ; volendo che tutto ciò venga esattamente e prontamente adempito 
dai Governatori e Presidenti dello spedale , e da tutti quelli, a'quali spet- 
ta, e spetterà in futuro &c. in Roma MDCCLXXVIII. Infatti neW an- 
no /?86. dagli Eiìii Signori Cardinali Presidenti F. Carafa Legato, ed A. 
Mattei Arcivescovo per delegazione appostolica col decreto che incomincia : 
Piacque alla Santità di Nostro Signore felicemente Regnante &c. si diede- 
ro tutte le disposizioni per la scuola di Medicina pratica , alla quale poi si 
diede incominciamento olii 4. Novembre /^86"., essendo già Legato e Pre- 
sidente r Emo Sig. Cardinale Ferdinando Spinelli. 

(30) Se dunque la riforma dell' Università Ferrarese si guarda in tutti i 
suoi aspetti , si riconosce per sì ben diretta al bene politico e morale dei Cit- 
tadini, che divenne un oggetto grato ed interessante della generosa propen- 
sione degli Emi Legati ed Arcivescovi. E pero il Card. Spinola allora Le- 
gato in Ferrara V autori \\o e sostenne con delegazione Appostolica. Il Ch. 
nostro defunto Professor Bongiochi nella sua orazione inaugurale ne fa. 
questa onorevole menzione . Dum vero ista commemoravimus,silere non pos- 
sumus Emincntissimuin Principem Provinciae Ferrariensis Praefectum Hie- 
ronymu'.n Spinulam amplissimum S. R. È. Cardinalem , qui summa virtute, 
ingenio , sapientiaque praeditus hanc tanti negotii molem ita aggressus est, 
eaque contandone et assiduitate est persequutus , ut licet absens dissolu- 
ta cornposuerit , implicata expediverit , infirma roboraverit, inchoata perfe- 
cerit. Faceva pero grandiosamente le di lui veci Monsig. Francesco Pigna- 



XLV 

tellì ora Mastro dì Camera di Pio VI., e nelV istcssa orazione venne così 
decantata la mirabile prudenza del di lui governo : Quamquam quid absen- 
tem dico ? Illum praesentem cernimus , quum Te , Praesul excellentissime , 
intuemur , qui ejus personam tanta cum laude sustines; quique aetate non- 
dum matura sic prudentia et gravitate vales,ut contendere jam ad summos 
illos honores v'ideare , qui Pignatellium nomen cum omni nobilitate adae- 
quarunt. Gli Emi Legati Borghesi, e Carafa,chc si succedettero nella pre- 
sidenza alla Provincia Ferrarese , benché ritrovassero già confidata la Pon- 
tificia Accademia alla vigilanza ed all'amore del Riminaldi , non tralascia- 
rono pero mai di favorire e promovere colle loro facoltà il vantaggio della 
medesima, valendosi principalmente dei Professori e degli allievi di essaper 
Coprire le cariche della Legazione; e nelV assenna del Sig. Card. Borghesi 
lasciò di se non meno ai Cittadini che ai Professori una rispettabile ricor- 
danza il Prolegato Ferdinando Salur^o ora Arcivescovo di Cartagine e Nun- 
zio Appostolico in Polonia . Di questo degnissimo Prelato ebbi V onore di 
adombrare i meriti singolarissimi nella mia prima legione, e ne ripeto così 
Volentieri le parole , perchè avendola recitata in tempo di Sede vacante po- 
tei predire alV Accademia quel gran bene , che le è avvenuto : Atheniensis 
enim humanae moderator societatis respublicas fore beatas affirmat , si aut 
docti et sapientes viri eas regere cepissent , aut qui regerent, studium omne 
in doctrina collocassent atque sapientia . . . hac sententia vos vehementer 
commotos video animimi oculosque vestros in amplissimum Prolegatum con- 
vertere, et expressam in eo philosophìcae magnitudinis imaginem intueri,et 
merito; nam praeclarus ille de illustri Salutiorum genere, etsi aetate etiam- 
num fiorenti, una cum studii amore singulari summam ac vigilantera in pu- 
blicum bonum applicationem conjungit, quique cum hanc primam studiorum 
ìnstaurationem, quod vix sperari poterat, in medio luctu praesentiae suae 
luce exilaraverit, non sinit nos clementissimi , cujus absentiam dolemus , 
Burghesii incredibilem suavitatem , ingenii promptitudinem , ac mentis pro- 
videntissimae sagaciam credere absentem; sed nos in spem maximam addu- 
cit , ut is , qui et ecclesiae et universo orbi optatus sol oriri obtigerit, 
summum non modo gymnasio huic splendorem allaturus , sed majora, quae 
a nobis acerba P. M. Clementis mors intercepit , studiorum adjumenta sit 
clementissime concessurus , atque adeo artes omnes et scientiae, quas tara 
diligenter excoli mihi gaudeo , novas ad novi solis praesentiam et calorem 
vires , actionem, vitam recepturae. Non v ha poi chi ignori con quanta 
clemenza gli Eminentissimi Principi Francesco Carafa , ed Alessandro Mat- 
ta abbiano promossi gli studj della medicina pratica nel grande spedale di 
S. Anna . lo veramente ho dovuto nella presente funebre circostanza mirare 
la nostra Accademia in quelle stesse condizioni , in cui la rinvenni , allora 
quando mi vi recai , priva cioè pur ora. del glorioso aspetto dell' Emo Sig. 
Cardinale Ferdinando Spinelli, il quale fra gV innumerevoli suoi pregj è do- 
tato di un sentimento di religione così profondo , che uguaglia la vasta di 

m 



XLVI 

lui intelligenza , per cui nel ministero modera il rigore della giustizia colla 
savie\\a dei riguardi, ed anima i maneggi colla prudenza e Colla segrete^ 
%a. Egli è un retto Principe, industrioso ed inalterabile amministratore del- 
la pubblica economia , essendo insieme colle proprie ricchezze caritatevole 
coi poverelli in maniera, che non ha esempio, e verso tutti fornito di così 
ampia generosità , che il maggiore dei generosi, che possano immaginarsi , 
non saprebbe recarsi ad onta, se alcuno gli dicesse, che non pub vantare 
V eguale . Non e pero chi possa esprimere il cordoglio , che fra le altre 
sventure ci reca la di lui lontanatila, e se non ne udiamo tutto giorno le 
querele, conviene attribuirne il merito a Monsig. Pietro Vidmi , il quale 
sa con singolare virtù ricopiare in se stesso le grandiose doti di sì gran Prin- 
cipe, e coli 7 amore , eh' egli nutre per le cattedre da esso riputate vera sor- 
gente di gloria, e sostegno di ogni governo, rinnova la fama di quel Car- 
dinaie Vidoni,che nel tempo della sua Legazione di Bologna Uscio moltis- 
sime riprove di un animo disciplinato e generoso, ed a patrocinare le arti 
e le sciente altamente inclinato . 

(31) Pub ben servire <f esempio a qual segno il nostro Riminaldi portas- 
se la sua amicizia verso gli uomini industriosi e celebri il seguente monu- 
mento innalzato al Cavaliere Mengs* 

HEIC . SITVS . EST 
ANTONIVS . RAPHAEL . MENGS 
/ NAT. SAXO . AVSINGHAE . IN . BOHEM . ORTVS 

INCOLA . ROMANVS 

EQVESTRI . DIGNITATE . EXORNATVS . ACAD . S . LVCAE 

MAGISTERIO . PERFVNCTVS 

PICTOR . SVI . TEMPORIS . PRIMVS 

QVEM . REX . POLONIAE . AVGVSTVS . Ili 

ADOLESCENTEM . SIBI . PINGERE. IVSSIT 

DEINCEPS . REX . HISPANIAR , KAROLVS . Ili . CATHOLICVS 

PRINCIPEM 

PICTORVM . SVORVM . DIXIT . ET . REGIA 

MVNIFICENTIA . DITAVIT 

VIXIT . ANN . LI . MENS . Ili . DIES . XVII 

MORIBVS . INTEGER . IN . CATHOLICA . PROFESSIONE 

CONSTANS 

ARTE . INGENIO . SCRIPTIS r OMNEM . LAVDEM 

SVPERGRESSVS 

OPERA . EIVS . EXIMIA . VDO' , ILLITIS . COLORIBVS • 

AVT . IN . LINTEO . PICTA 

VISVNTVR . ROMAE . MANTVAE . CARPETAN 

LOND1NI . DRESDAE . IANVAE . FLORENTIAE . NEAPOLI 

IOANNES . MARIA .• RJMJNALDVS . PRESB 

CARDINALIS 

PATRICIVS . FERRARIENSIS . CVRATOR . LIBERORVM 

ET . FAMILIAE . EIVS 



XLVII 

monvmentvm . sva ; impensa i fecit . et . imaginem 

e . cenotaphio 
expressam . qvod .' ad . pantheon . mer1tvs . est 

dedicavit 

Amico . optimo . et . patri . familiàs 

1ndvlgentissimo 

qvì : decessit . ili . kal . ivl. anno. m. dcc . lxxviii 

te . in . pace. £ 

(31) In Roma ha studiato il Riminaldi di rendersi degno di quel mae- 
stoso soggiorno, e Roma presenta agli occhi dei figli suoi i moltiplici attesta- 
ti £ affetto, che la nìano straniera del Riminaldi ha in essa disseminati. 
Chi brama di averne sótt! occhio un luminoso compendio , legga la lettera 
dedicatoria premessa alle decisioni della Sacra Rota corani Riminaldi pag.X. 
lo mi compiaccio moltissimo della vigorosa conchiusione della lettera stessa, 
e la trascrivo: Tu qui honodficentissimoCardinalium Collegio virtutibus tuis 
decus addis, qui Christiariae Reipublicae Consilio, prùdentia, judicioque tuo 
ì>ropitis ades, quiqué auctoritate et fama apud omnes hominum ordines com- 
mendaris, illud etiam fac^ut mihi studiisque meis praesidio sis et ornamen- 
to » Le operazioni del Riminaldi hanno ancora dati mólti argomenti d" elo- 
gio alle Effemeridi di Roma 6 ed al Giornale Encic* di Pisa s it che tutto 
si tralascia ; 

(33) Il Card. Francesco Sacrati ottenne ai Cittadini Ferraresi una se- 
de perpetua nella Sacra Romana Rota ora occupata da Monsig. Nicco- 
la Acciajoli Torrigliani . Ciò solo bastava , perchè il Riminaldi bra- 
masse V occasione a" illustrarne la memoria , e perche trovate a caso 
le di lui ceneri le immortalasse con una elegante Iscrizione riferita nella 
suddetta lettera dedicatoria alla pag. V. Il mausoleo del Tebaldeo ampli- 
ficato dal nostro Mecenate esiste in Roma nella Chiesa di S. Maria in 
via lata . 

(34) Al Riminaldi solo dobbiamo una collezione di cose, che (trattine ì 
Sovrani , che dispongono a suo talento £ immensi tesori ) onorcrehhono la 
munificenza di pia cittadini , che vi si fossero dedicati. Non credo di dover- 
ne far qui un minuto inventario ; a rendere per Questa parte ancora famoso 
il Riminaldi basterebbe il solo dono, che egli fece all' Università , dell' invi- 
diabile raccolta delle opere di quattrocento Scrittóri Ferraresi , le quali for- 
mano il numero di mille e più. volumi . Non sa\io pero £ avere in tante 
guise beneficato il patrio Liceo si prevalse dei diritto di lasciargli tutte le 
cose, che gli convenivano, con testamentaria disposizione , la quale è espres- 
sa nel seguente legato . Item per ragione di legato, e in ogni altro miglior 
modo lascio alla Pontitìcia Università di Ferrara , e per essa agi 1 Illmi 
suoi Signori Riformatori fritti li miei pochi libri e stampe, che si ritrove- 
ranno in Roma alla mia morte ;corrìe pure qualunque altra scoltura di mar- 
mo e di bronzo,^ ed ogni altra anticaglia ,• che abbia potuto raccogliere; co- 



XLVIII 

me anche tutti i ritratti in tela da testa con cornici dorate compagne, di 
diversi uomini illustri, tanto Ferraresi, che esteri, e che ho fatto dipingere 
dal Sig. Raimondo Ghelli Ferrarese .S'intendono comprese in questo Lega- 
to tutte le carte, protocolli , e filze spettanti a detta Università, perchè 
servano a far comprendere V immensa fatica da me fatta per tanti anni , e 
per istoria de' futuri tempi. Tutte queste robe ben incassate saranno spe- 
dite a Ferrara a spese della mia eredità, non dubitando, che quei Signori 
Riformatori non mancheranno di distribuirle alla Biblioteca e Museo per 
unirle , e collocarle fedelmente , com 1 è stato finora praticato di tant' altri 
maggiori doni, che ho fatto per la serie di molti anni a benefizio e decoro 
di quella Università , che dovrà essere contenta di quest' ultimo attestato, 
e pegno del mio amore e sincero patriottismo. 

La ricca e dotta liberalità , che ingrandisce e provede la pubblica biblio- 
teca è serica dubbio la virtù più propria del Mecenate , e parte è pure del- 
la medesima quella di donare alla libreria un Uomo de più eruditi dell' 
Europa , quale è per universale giudico il Sig. Abate D. Luciano Galissà 
nostro primo Bibliotecario. 

(35) Il magnanimo cuore delt accademico Benefattore è chiaramente de* 
scritto nei monumenti, uno dei quali è collocato a ricordare le beneficente 
fatte alla Libreria , /' altro quelle compartite al Museo , e sono quelli che 
seguono . 

IO . MARIAE . CARD . RIMINALDIO . FERRARIEN 

QVOD . BIBLIOTHECAM . SVAM 

IN. VRBE. MAGNA. 1MPENSA. COLLECTAM 

OPTIMIS . ARTIVM . ET . SCIENTIARVM . LIBRIS 

SCRIPTIS. QVE. AVCTORVM. FERRARIENSIVM 

INSTRVCT1SSÌMAM 

VIVENS . RARO . EXEMPLO 

PVBLICAE . VUOTATI . CONSECRARIT 

PRAESIDI . MVNIFICENTISSIMO 

VIVIRI . ACADEM . TANTI . BENEFICII . MEMORES 

P . P . A . MDCCLXXXVI 

IOHANNI . MARIAE . RIMINALDIO 
PATRIO . FERRARIEN . XIIVlR . ROM . AVDITORl 

QVOD 

SEDEM . COLLEGI . REFORMATORVM 

ILLVSTRIVM . CIVIVM . IMAGINIBVS 

MVSAEVM . STATVIS . HERMIS . MVSIVIS . CIMELIIS 

BIBLIOTHECAM . PATRIIS . SCRIPTORIBVS . ALIIS . QVE 

LIBRIS . INSTRVXIT 

FERRARIENSIS . ACADEMIA 

PRAESIDI . MVNIFICENTISSIMO 

P . C 

ANN . MDCCLXXXII 



XLIX 

/56) Le Qperc pie del Porporato Direttore sono veramente innumerevoli. 
Rifece egli in Cotignola la cappella d' Antonio Bonfad'mi Beato Ferrarese: 
arricchì di novelli ornamenti il Tempio di Callo, ed in Massa , in Bergan- 
tìno,in Boara,in Cocomaro ristoro ed abbellì molti altari. Beneficò ancora 
la Chiesa della Compagnia di S. Niccola da Tolentino. in Ferrara, di cui era 
Protettore . Ecco di ciò i monumenti , il primo esistente in marmo in quella Chiè- 
sa , e gli altri due composti ultimamente dal Sig. Ab. Girolamo Amati figlio 
del suddetto Sig. Dott. Pasquale Amati Primario Professor di Legge, ed eretti 
V uno alla porta della Chiesa , e V altro al catafalco, in occasione del funerale 
celebrato dalla Compagnia al detto suo amorevole Protettore . 

NÌCOLAO 

SÀNCTO. INCOLAE. TOLENTINÀTI 

SACRVM 

ORDO . SODALI VM . NICOLAENSIVM 

AEDEM . VETVSTATE . DILABENTEM . QVAM . ANNO . M . D . LXXVIII 

IOANNES . MARIA . RIM1NALDVS . EQVES . PATRONVS . DESIGNATVS 

LAPIDE . AVSPIGALI . IACTO . INCHOAVERAT 

ANNO . M . DCC . LXXXVI 

AVCTORE . ATQVE . AD1VTORE 

tOANNE . MARIA . RIMINALDO . CARDINALI 

PATRONATVM . AD . GENTILIS . SVI . EXEMPLVM , GERENTE 

RESTITVENDAM . ET . CVLTV . SPLENDIDIORE . EXORNANDAM 

CVRAVIT 

lOANNI . MARIAE . RIMINALDIO 
PRESBYTERO . CARDINALI 
% PATRONO .'SODALITATIS 

PARENTALIA 

ÌIONORI 

lOANNIS . MARIAE . RIMINALdI 

PATRICI . FERRARIENSIS 

S. R. E. PRESBÌTERI . CARDINALIS 

PRAEFECTI . SACRO . COLLEGIO 

DISCIPLINAE . REGVLARIS . CONSTITVENDAÉ 

PONTIFICIAE . ACADEMIAE . PRAESIDIS 

SODALIS. ET. PATRONI. SODALIVM 

DIVI . NICOLAI . TOLENTINATIS 

QVI . AEDEM . HANC 

ATAVO . SVO . AVSP1CE . EXSTRVCTAM 

IN . ELEGANTIOREM . FORMAM . RESTITVI . CVRAVIT 

SACRA . SVPELLECTILE . EXORNAVIT 

SODALITATEM . PECVNIA . DONAVIT 

EIDEM. QVE. SACRIFICALÈM. VESTEM . PRECIOSIOREM 

TESTAMENTO . LEGAVIT 

PATRONO . INCOMPARABILI 

SODALES 

71 



Alimentava ancora moltissime famiglie, soccorreva i poveri d'ogni condizione, 
promoveva col proprio danaro le opere illustri , ed oltre V aver sempre co- 
mandato sopra di queste sue limosine un inviolabile silenzio , ha poi anche 
a non pochi rimessi affatto i loro debiti , ugualmente generoso nell' accordare 
il proprio , che nel non volerlo ricuperare . 

(37) Non riferisco V industria e la spesa del Riminaldi per riscattare dal- 
le mani a" uno straniero un opera Ferrarese di tanto credito . Essa è in Duo- 
mo condecorata dal marmo, in cui sono incise le parole, che espongo. 

IOHANNI . MARIAE . RIMINALDO 

PATRITIO . FERRARIENSI 

LIT . 1VDIC . IN . VRBE . XI1VIRO 

QVOD . HAS . F1CTILES . FIGVRAS 

CHRISTI . D . ET . APOSTOLORVM 

AB . ALPHONSO . LOMBARDO 

FABRE . FACTAS . AD . OPVS . CL . VIRI 

AB . INTERITV . VINDICANDVM 

REFICTA . QVAE . PERIERAT . MATHIAE . FIGVRA 

ITERVM . COLORARI . HEIC. Q. COLLOCARl 

PECVNIA . SVA . CVRAVERIT 

CANONICI . PRAESVLI . OPTIMO 

DE . TEMPLO . PRINCIPE . AC . DE . PATRIA 

B . M • MONVM . P . P 

AN . MDCCLXXI 

(3%) Nel tempo, in cui il Riminaldi rendevasi utile a Roma, in cui sog- 
giornava, non manco Ferrara di sperimentare i vantaggiosi effetti della di 
lui carità. Ottenne egli di fatto dal sempre pietosissimo Pio VI. alcuni bre- 
vi, coi quali potè dilatare le rendite della casa dei fanciulli projetti, ren- 
dere pili facile e più lunga la loro educazione , ed accrescere i mezzi di col- 
locargli e provedergli . E perchè nulla mancasse all' oggetto di sì lodevoli 
istituzioni, V csemplarissimo Presidente Sig. Marchese Don Onofrio Bevi- 
lacqua orno con magnificenza , ed ampliò ad uso maggiore la casa suddetta^ 
facendosi egli stesso di così pia e vasta intrapresa una gioconda e Cristiana 
occupazione . 

(39) Di S. Rocco in Roma, di S. Eufemia , e di altre cose ugualmente 
grandiose fa menzione la più volte citata lettera dedicatoria , pag. X. , 
ove si dice: tanta peregisti . . . prò reformando , amplificandoque D. Rocci 
odinusocomio, prò utroque parthenone divae Euphemiae , et divinae Provi- 
dentiae de Urbe, noyis concia vibus,novisque institutis augendo ac reparan- 
do . Il sublime elogio fatto incidere in marmo dalla Confraternita di S. 
Rocco medesimo , e quello riportato dall' Augusto Giuseppe II. contengono 
il merito di un Uomo nelle opere maggiori di Cristiana pietà celebre al pa- 
ri d" ogni altro, che sia in grandissimo concetto. 

(40) Maometto II. fu gran guerriero g letterato , e non è meno celebre 



LI 

la sua dottrina , che tremende te sue conquiste . Il parloit le Grec ... il sa- 
•voii ce qu 1 on peuvoit savoir alors de gèographie, et de matèmatique : il 
avoit etudiè 1' histoire des plus grands hommes de V antiquitè. Le peintu- 
re ètoit un ? art qui ne lui ètoit pas inconnu. Il fit venir de Venise le pein- 
tre Bellini, et le recompensa par des bienfaits , et par des caresses . Nouv. 
Diction. histor. portat. par un Soc. de Gens, de Lettr. Amsterdam tyfi. T. 
HI. p. ±3. Se il riferito esempio di Maometto II. non paresse a taluno sì 
forte da conciliare alt assunto un'evidente dimostrazione , getti egli lo sguar- 
do siili' Affrica , che feconda un giorno d' uomini immortali , siccome lo fu- 
rono un Arnobio , un Cipriano, un Agostino, (e direi anche un Tertullia- 
no , se colle lagrime agli occhi non rammentasse la Chiesa la funesta di 
lui ribellione ) avviluppata oggi fra le larve di una profonda ignoranza , 
esercita V industria dei figli suoi nei crudeli offiy di una sanguinaria e vi- 
tuperosa pirateria. Che se a tutti delineare gli aspetti dell' argomento oc- 
corre un opposto esempio, esamini chi lo pub serica inorridire colla si- 
cura scorta di Cajo Cesare le antiche vestigie di barbarie e di stupidita , 
che incatenavano lo spirito ed il cuore dei Britanni , e per iscuotere dalla 
mente t orrore impressovi dagli atroci oggetti , che gareggiavano colle fiere 
in brutalità, e forse le superavano, contempli V odierna urbanità dei Bri- 
tanni istessì, osservi la vastità dei loro talenti, e consulti la energia del 
loro animo contemplatore e coraggioso, e si dolga soltanto , che da quelle 
fiorenti contrade esule ne sia sortita la religione , la quale , se ivi tuttora 
sovraneggiasse , io non so quaV altra nazione potesse coli' Inghilterra andar 
del pari . 

(41) Tenendo vivamente presente t antichità di questa Accademia, e ve* 
derido -quasi i raggi di luce, che essa ha più volte vibrati per tutta l'Europa, 
quando cioè il genio nazionale e l temperamento dello spirito si sono incon- 
trati esattamente colle cure dei Sovrani, non ho potuto innalzar tanto il no- 
stro Mecenate fino a chiamarlo il Mecenate fondatore della Ferrarese Acca- 
demia: ma considerando il novello lustro, che le ha somministrato , potrò dir- 
lo il vindice ed amplificatore della medesima: ne egli avrebbe giammai sa- 
puto ( Credo bene di ripeterlo ) adornarsi di così eccelsi nomi , se non glieli 
avesse meritati V essere di un uomo grande , di un ottimo cittadino , di un 
Principe religioso. Che se non fu in mio potere il rinvenire in qualcuno dei 
Mecenati gentili questi tre pregi accolti per la mancanza del maggiore di 
essi, (se pure non gli accolse quel gran Costantino , quando fattosi il difen- 
sore della Chiesa edificò una nuova Roma , ed in essa stabilì una nuova 
Atene ) gli ritrovo in grado eroico in uno dei pili santi Vescovi del mondo 
cattolico , nel mio S. Petronio, il quale nello stesso tempo, pieno corn egli 
era d' uno spirito vivace , e provveduto d' immense somme di oro , seppe 
riedificare la novella Bologna , convocare le sciente disperse ed oppresse , ed 
abbattere V Ariana eresia. 

(42.) Se finalmente V avere sostentato la Chiesa nelle aspre vicende > in 



LII 

cui si è essa pia volte ritrovata, col meno delle scicnvè, delle ■ Accademie, 
e dei Condì] , forma una lode amplissima dei Sommi Pontefici , quanto non 
deve Roma al Nipote del tremendo Pio IV., al santo Cardinale Carlo Bor- 
romeo, non meno per- le morali e scientifiche riforme, che pel compimento 
agevolato, e per V effettuatone piissimo, del Concilio di Trento: e quanto 
non debbono allo stesso magnifico insieme' e religiosissimo Legato di Bologna 
la Romagna e la Marca £ Ancona : poiché egli solo nel tempo della sua 
edificantissima Legazione fece in tutte queste provvide e città principali del- 
le medesime fiorire le lettere } e risorgere la pure\\a del Cristiano costume. 



Vie j. Febr. 1790. 
IMPRIMATUR 

Fr. V. A. Cavalloni Vie. Gerì. S. O. Ferrariae. 

Die 5. Febr. 'Y9 ' 
IMPRIMATUR 

Ferrantes Compagnoni Vie. Generali*. 



IN FERRARA MDCCLXXXX, 

PER GLI EREDI DI GIUSEPPE RINALDI 

Con licenza de' Superiori. 



^ 



Ss 



o^